Attenti al lupo (quello di san Francesco)!

Come i media hanno copiosamente provveduto a informarci, oggi papa Francesco ha messo a segno un altro dei suoi colpi di immagine, visitando con gran bagno di folla la storica cittadina di Assisi, in occasione della ricorrenza del santo di cui ha eloquentemente preso il nome.

Un gruppo di militanti laici (alcuni soci dell’UAAR, più i membri di un’associazione locale che si batte per la laicità delle istituzioni) aveva chiesto il permesso per costituire un presidio lungo il percorso del raduno, con l’unico scopo di distribuire un volantino critico contro privilegi e ingerenze della chiesa nella vita politica e civile dello stato.

Peraltro la bozza del volantino è visibile in rete, e non sembra affatto un testo goliardico ideato al fine di offendere la fede o prendere in giro il papa.

Era un volantino dai toni assolutamente seri, con riferimenti a spese di soldi pubblici per agevolare la chiesa, e a storture istituzionali e legislative di impronta  clericale.

Di sicuro non conteneva bestemmie, insulti o volgarità.

Il presidio però non c’è stato, in quanto il permesso è stato negato dalla questura, con la seguente curiosa motivazione:

siccome i soggetti che avrebbero effettuato il volantinaggio si sarebbero trovati a manifestare una voce dissenziente in un contesto esplicitamente schierato, allora sarebbe stato meglio impedirglielo per il loro bene, perché le forze dell’ordine, per insufficienza di risorse e di personale, non avrebbero potuto garantire la loro incolumità.

Sì, avete letto bene, non è uno scherzo anticlericale: la polizia italiana ritiene che, in occasione di un grande raduno a sfondo religioso, ai miscredenti, per il loro bene, deve essere impedito di esprimere il proprio punto di vista, perché altrimenti i cattolici li potrebbero picchiare.

E oltretutto, tale infamante sospetto non ricadeva su un gruppo di cattolici “in generale”, ma addirittura sui devoti di san Francesco, il santo non-violento e pacifico per eccellenza, quello che ammansiva anche i lupi.

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36 risposte a Attenti al lupo (quello di san Francesco)!

  1. MOI scrive:

    Mah, ‘sta Storia mi lascia perplesso …In fin dei conti Cattolici hanno “lasciato stare” provocazioni ben peggiori.

    Forse la Polizia preferisce che ad ogni manifestazione si risponda con un’altra manifestazione, un altro giorno. In fondo, la manifestazione di Porta Pia o “Giornata degli Smemorati” [sic, riferito ai Politici e agli "Opinionisti" che non fanno rispettare la Laicità] c’è stata poco fa …

  2. Paniscus scrive:

    Ma infatti io non penso che sia stata una mossa richiesta dalla chiesa.

    E’ molto più probabile che sia stata un’iniziativa autonoma di qualche zelante funzionariucolo della questura, che ha pensato bene di mettere insieme due idee: mi risparmio personalmente una piccola grana in più e un eventuale aumento di lavoro, e nel frattempo faccio pure il bel gesto di omaggio servile alla chiesa, pensando di farci una bella figura!

    • ROB scrive:

      Senza saltare a conclusioni affrettate (che non è molto razionale) perchè non lo chiedi direttamente alla questura?
      Tornando seri è vero che il volantino non contiene insulti etc. ma contiene molte inesattezze anche se mascherate.
      E poi sta storia che in Italia siamo sempre indietro rispetto a tutti francamente comincia a stancare…

    • ROB scrive:

      La prima inesattezza del volantino riguarda la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Non essendo stato membro, ma solo osservatore, la Santa Sede non poteva firmarlo. La questione è principalmente giuridica ed è molto complessa: il volantino semplifica distorcendo la realtà.
      Inoltre non fa parte nemmeno del Consiglio d’Europa, i cui membri hanno sottoscritto la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali pure citata nel volantino.
      Anche qui distorsione dei fatti.

      Non molto razionale, direi…

      • Andrea scrive:

        Concordo, sparare affermazioni a casaccio non è molto razionale. Ad esempio sostenere che il Vaticano non abbia *potuto* a quel tempo sottoscrivere la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo in quanto non stato membro… Innanzitutto il Vaticano ha successivamente sottoscritto tutti i documenti ONU che ha ritenuto di poter condividere, come la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia [risate fuori campo] o quella per la salvaguardia dei diplomatici (ma dai?). Non ha invece sottoscritto, ad esempio, la Convenzione sull’eliminazione delle discriminazioni riguardanti le donne o quella sui diritti dei disabili. E in tutto questo mi pare che lo status sia sempre quello di osservatore, o sbaglio?
        Inoltre il Vaticano ha di fatto IN QUALSIASI MOMENTO la possibilità di aderire alla Convenzione Europea.
        Ma irrazionale è soprattutto tentare una difesa di ufficio di chi non si sognerebbe di chiederla, perché mai e poi mai ha tenuto nascosti i motivi della mancata ratifica: dire che non abbia *potuto* è un falso storico gigantesco dietro al quale mi auguro che ci sia solo della sana ignoranza. Fai qualche bella ricerchina su quello che pubblicava nel 1948 l’Osservatore Romano e quello che Pio XII sosteneva a proposito di quel documento. O sui tentativi maldestri di far inserire riferimenti all’”origine divina dei diritti”.
        Eh, la distorsione dei fatti!

        • ROB scrive:

          Visto che sembri così preparato perchè non metti tu i link?
          La distorsione dei fatti la fanno quelli dell’Uaar perché con le due domande del famoso (?) volantino pretendono di spiegare (o rispondere o risolvere fai tu) un problema complesso che è principalmente giuridico.

          P.S. sei dell’uaar che ti scaldi tanto?

        • ROB scrive:

          E a proposito della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità:
          ***
          “Le motivazioni della mancata firma erano già state spiegate dall’Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, mons. Celestino Migliore, nell’intervento svolto il 13 dicembre 2006 di fronte all’Assemblea Onu. In quella circostanza Migliore presentò come inaccettabile il fatto che la disabilità del feto potesse essere considerata come “una precondizione per offrire o ricorrere all’aborto”. “E’ sicuramente tragico – disse Migliore leggendo un testo poi pubblicato ufficialmente dalla sala stampa della Santa Sede – che che in una situazione in cui una imperfezione del feto può essere una condizione per praticare un aborto, la stessa Convenzione creata per proteggere le persone con disabilità da tutte le discriminazioni riguardo all’esercizio dei loro diritti possa essere usata per negare il basilare diritto alla vita delle persone disabili non ancora nate”.
          ***
          Invece di argomentare sparare a casaccio. Ma vi fanno un corso?

          • Paniscus scrive:

            Sulla Convenzione ONU per i diritti dei disabili :

            ammetto di non aver letto proprio TUTTO il documento con attenzione maniacale riga per riga, però me lo sono scorso, sia pure velocemente e sommariamente, e non mi sembra che contenga alcun riferimento all’aborto.

            Anche impostando una ricerca automatica banale, mi sembra che l’intero documento, di oltre 50 pagine, non contenga ALCUNA ricorrenza delle parole “aborto”, “feto”, “gravidanza”, “interruzione” o nient’altro di correlato.

            Di sicuro in quel documento non c’è scritto assolutamente nulla sull’accettabilità o meno di abortire feti disabili, né tantomeno sulla potenziale disabilità come incentivo all’aborto.

            Quindi, non vedo proprio alcun motivo di non firmarla su tali basi.

            E’ come dire che si rifiuta di firmare una convenzione ambientalista dedicata specificamente alla protezione degli elefanti, perché si considera “inaccettabile” che non includa anche le scimmie.

            L.

          • Andrea scrive:

            Quindi abbiamo capito 3 cose: che il Vaticano HA la possibilità di sottoscrivere trattati ONU se lo ritiene opportuno, che la tua linea di difesa cambia in corso d’opera ma che ad “argomentare a casaccio” sono gli altri. Bene.
            Per rispondere alla tua domanda, non sono dell’UAAR. Ovviamente è una domanda completamente priva di senso, è come se chiedessi a te “sei del Vaticano?”.
            È chiaro però che se ignori anche la posizione ufficiale della Santa Sede sulla Dichiarazione del ’48, quello che disse PIO XII, quello che ha poi anche ribadito GP II, sto discutendo con l’interlocutore sbagliato.

          • ROB scrive:

            @Andrea
            Bene, siamo partiti dal volantino (rileggi quello che ho scritto a proposito) e siamo arrivati al firma-non firma = d’accordo-non d’accordo. Le cose sono naturalmente più complesse di cosi e tu non fai altro che buttare frammenti di notizie con l’aria di chi la sa lunga.
            La posizione della chiesa in termini di diritti umani credo sia ben nota e credo sia stata sufficientemente argomentata, ma fa più comodo buttare il sasso e nascondere la mano…

  3. Roberto scrive:

    Devo ammettere una mia personale e particolarissima idiosincrasia.

    Odio i rompipalle.

    Voglio dire, sarei dispostissimo a leggere il volantino e a riflettere sui misfatti della chiesa, ma non quando sto partecipando alla processione di Santa Rosalìa (che tutti i mali si porta via)

    non ho problemi a discutere con un animalista vegetariano sui diritti delle capre, ma non quando vado alla sagra degli arrosticini

    Vogliamo aprire un dibattito sulla povertà nel terzo mondo? È come no, magari non la sera della prima alla scala, mentre voglio godermi lo spettacolo.

    Dobbiamo denunciare i preti pedofili? Giustissimo, magari però non durante la comunione di mia cuggggina e magari nemmeno mentre gioco a basket all’oratorio.

    Ad libitum…..

    Solo che temo che questa mia idiosincrasia si scontri con la voglia di camurria e di pubblicità del resto dell’umanità

    • Paniscus scrive:

      Roberto: ma le tue obiezioni rientrano in pieno nella distinzione che condivido anch’io, tra “libertà di espressione in un contesto pubblico” e “rottura di palle”, che francamente sono due cose parecchio diverse.

      Per cui, se i distributori di volantini scettici si fossero messi a impedire il passaggio di una processione o a interrompere deliberatamente una preghiera, tu avresti tutte le ragioni.

      Ma se si fossero limitati a stare lì sul percorso, col banchino, in maniera civile, senza dare fastidio a nessuno, senza bloccare il passo e senza strillare nel megafono, semplicemente offrendo volantini (che chiunque poteva rifiutare, oppure prendere e buttare via dopo aver letto le prime due righe), e rimanendo a disposizione di chi fosse eventualmente incuriosito dalla loro presenza, ossia in poche parole se si fossero limitati a fare quello che fanno la stragrande maggioranza dei “presidianti” e dei “volantinatori” di qualsiasi associazione… be’, in quel caso, non vedo perché definirli “rompipalle” e sostenere che non dovessero avere diritto di parola in quel contesto.

      Io ho sempre trovato POSITIVO che in un’occasione di incontro aperta al pubblico, anche se di argomento dichiaratamente schierato, potessero prendere la parola anche quelli che non erano d’accordo.

      Il che ovviamente non c’entra niente con gli altri esempi che fai tu, ossia quelli del provocatore che interrompe deliberatamente uno spettacolo artistico, una cerimonia sacra, o una festa privata.

      L.

  4. ROB scrive:

    @Paniscus – sempre sulla Convenzione ONU per i diritti dei disabili:

    Scusa sai, ma questi documenti sono il risultato di un lavoro lungo e certosino da parte di giuristi di diversi paesi e tu lo scorri “velocemente e sommariamente” oppure, peggio ancora, ti affidi alla ricerca automatica “banale” di ricorrenze di qualche parola … che dire… complimenti per la profondità di analisi.
    Ma il punto non è questo, il punto è che si dà per scontato che siccome il Vaticano non ha firmato quel documento allora significa che non lo approva.
    Le cose naturalmente sono un po’ più complesse.

    Tu sei un’insegnante vero? Giustamente ti incazzi se qualcuno, sulla base di semplici e banali episodi, trae conclusioni affrettate sul mondo scolastico, che anche in quella che potrebbe sembrare la più omogenea delle classi (e quindi, si suppone, con meno problemi di altre), è un po’ più complesso di un semplice 1+1=2.
    Ecco, mi piacerebbe che la stessa, come dire, cautela fosse usata nei confronti di altre materie, altrettanto complesse.

    • paniscus scrive:

      Ma guarda che non sono stata io ad accusare il Vaticano di nefandezza per non aver firmato la convenzione sui diritti dei disabili. A me personalmente importa poco, se il Vaticano la firma o non la firma, tanto la figuraccia ce la fanno soltanto loro, mica danneggiano qualcun altro :)

      Sei stato tu a tirar fuori l’argomento secondo cui non l’avrebbe firmata PERCHE’ tale documento conteneva delle implicazioni sull’aborto, e io ho semplicemente controllato su quel punto, e mi pare che non sia vero. Tutto lì.

      L.

      • ROB scrive:

        No no, piano con le semplificazioni, la cosa, come ho detto in un altro post più sotto, non riguarda semplicemente l’aborto.
        E poi cosa sarebbe questo “non sono stata io ad accusare” e “sei stato tu a tirar fuori…” queste cose si dicono all’asilo… Nessuno ti ha accusata di niente, semplicemente mi riferivo alla velocità della tua analisi che arriva alla conclusione di dare per scontato che siccome il Vaticano non ha firmato quel documento allora significa che non lo approva. Il “mi pare che non sia vero” è appunto un “mi pare”. La posizione della chiesa è un po’ meno banale di un semplice divieto.

    • paniscus scrive:

      Ah, scusa, aggiungo: uno potrebbe facilmente obiettare che l’espressione “pianificazione familiare” significhi di fatto “contraccezione”. Ma allora perché la chiesa si ostina a usare a man bassa l’espressione “procreazione responsabile” che significa esattamente la stessa cosa?

      Non sta mica scritto da nessuna parte che in italiano “pianificazione familiare” significhi pillola o preservativo (o tantomeno aborto) mentre “procreazione responsabile” significhi solo metodi naturali accettati dalla chiesa. E’ un giochino dialettico assolutamente ipocrita…

      L.

      • ROB scrive:

        rispondo all’aggiunta: dimostri (non so se sia vero, mi riferisco solo al post) di non conoscere la posizione della chiesa sulla’argomento.
        E’ vero che “pianificazione familiare” non significa di fatto “contraccezione”. Ma è anche vero che “di fatto” così viene interpretata da chi pensa, ipocritamente, che basti distribuire preservativi a go-go per risolvere i problemi.
        “Procreazione responsabile” mette l’accento sulle responsabilità che si hanno e non mi pare una cosa sbagliata.

        • paniscus scrive:

          Quindi spiegami tu per quale motivo chi “pensa che basti distribuire preservativi” sia ipocrita, mentre chi pensa che basti predicare la castità e insegnare dei metodi “naturali” macchinosissimi, difficilissimi e poco sicuri, quello invece non lo sarebbe…

          • ROB scrive:

            Non farmi dire ciò che non ho detto, non ho detto che chi distribuisce preservativi gratis è ipocrita.
            È ipocrita il comportamento di chi pensa di risolvere i problemi in questo modo.
            Vedi il caso GB (o UK se preferisci) sicuramente più avanti di noi nel c.d. “sesso sicuro” peccato che siano più avanti anche come baby- gravidanze, malattie sessualmente trasmesse e così via.

  5. Andrea scrive:

    Le cose sono più complesse… sì, lo hai già detto diverse volte senza però mai tentare di spiegare nulla. Un bel contributo alla discussione, davvero.
    Comunque, non c’è niente di complesso, basta leggere le motivazioni del diniego presentate ufficialmente all’ONU: sono contestati gli artt. 23 e 25 che sanciscono rispettivamente i diritti dei disabili alla pianificazione familiare, all’educazione riproduttiva ed ai mezzi necessari per esercitare tali diritti, il primo, e l’accesso a tutti i servizi sanitari inclusi quelli nell’area della salute sessuale e riproduttiva, il secondo.
    Ovvero tutto ciò che deve essere già garantito ai normodotati.
    Siccome non è esplicitato il divieto di aborto, rigirando la frittata il Vaticano dice che questi diritti rappresenterebbero in realtà il preteso diritto di abortire feti che presentino disabilità e questo sarebbe in contrasto con i principi della convenzione stessa.
    In tutto questo è bene ricordare che QUALSIASI documento ONU può essere ratificato con riserva su alcuni espliciti punti, cosa che stranamente in Vaticano si ricordano in modo intermittente. Lo hanno fatto ad esempio per la Convenzione sui diritti del fanciullo.

    • ROB scrive:

      Allora:
      si le cose sono complesse e non ci possiamo fare niente. Volerle semplificare a tutti i costi vuol dire ignorare la realtà. Riporto ad esempio un frammento di un articolo che chiarisce meglio di quanto potrei fare io:

      “Argomento molto contestato per le decisioni assunte di un impegno costante nella difesa delle dignità e diritti delle persone disabili, a cominciare dal diritto alla vita, perché pur considerando la “Convenzione” ottima ed importante per il miglioramento della qualità della vita dei 650 milioni di persone con disabilità del mondo (l’80% dei quali vivono in Paesi in via di sviluppo), quegli articoli (23 e 25) autorizzando l’accesso ai servizi riproduttivi, potevano favorire l’aborto, l’eutanasia, la limitazione delle nascite, lo stesso concetto non responsabile dei rapporti sessuali, l’espandersi dell’epidemia dell’HIV/AIDS disattendendo la procreazione responsabile, metodologie di sterilizzazioni, sufficienti ad offendere la dignità della persona, specie per quelle popolazioni più povere e più vulnerabili.

      Bisogna considerare che la natura giuridica della Santa Sede è speciale, in quanto comprende la Città del Vaticano, che è anche Governo Centrale della Chiesa e la sua approvazione, “equivarrebbe ad offrire una cauzione morale nell’insieme del testo giuridico” (Card. Lozano Javier Barragan ), un sostegno morale ad un provvedimento in contrasto con la morale specifica dei Documenti Dottrinali e del Magistero della Chiesa Cattolica.”
      (da zenit.org)
      ***
      Come vedi le cose sono effettivamente un po’ più complesse di come le poni tu.

      • Andrea scrive:

        Mi dispiace che per te tutto il mondo risulti così “complesso”, molto probabilmente è una conseguenza dell’educazione cattolica e dell’avversione per l’uso autonomo della ragione.
        Hai riportato esattamente quanto avevo detto io con la gradita aggiunta del ridicolo, ovvero lo spauracchio insensato dell’eutanasia e quello quantomai ipocrita delle malattie sessualmente trasmissibili. E mi pare giusto, i disabili non possono trombare liberamente perché rischiano l’AIDS…
        Che dire, ti ringrazio: non che mi servisse una mano per gettare merda su quell’istituzione da operetta che a modo tuo stai cercando di difendere ma un aiuto così goffamente involontario non può che far piacere.

  6. Andrea scrive:

    P. S. Non oso nemmeno immaginare quanto “complesse” siano invece le ragioni che hanno portato il Vaticano a bocciare la proposta ONU di una *depenalizzazione* universale dell’omosessualità, punita ancora in alcuni paesi con la morte, e quale inimmaginabile “profondità di analisi” occorra per poter discutere di queste ragioni (o del motivo per cui nel frattempo Ratzinger accoglieva a San Pietro la presidente del parlamento Ugandese che aveva appena proposto nel suo paese la famigerata “Kill the gay bill”).

    • ROB scrive:

      Sui gay il Catechismo della Chiesa Cattolica dice chiaramente che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione.
      Il resto del tuo post è nel tuo solito stile farneticante.

      • paniscus scrive:

        E appunto, allora perché non si decidono ad approvare le azioni per la DEPENALIZZAZIONE, che sicuramente vanno contro qualsiasi “marchio di ingiusta discriminazione”?

        Le proposte seulla DEPENALIZZAZIONE non implicano mica l’approvare i matrimoni gay… implicano solo l’opposizione al fatto che gli omosessuali possano rischiare la morte o la galera per il solo fatto di essere omosessuali.

        Se la chiesa, e relativo Vaticano, sono davvero contrari a qualsiasi “ingiusta discriminazione”, cosa costerebbe loro aderire a quelle proposte, senza per questo dover per forza approvare l’omosessualità?

        L.

        • ROB scrive:

          Ma allora sei proprio “de coccio”… leggi questa notizia (da repubblica)

          “La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell’omosessualità. Un’ iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell’Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il “no” della Santa Sede: “Gli stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ – dice monsignor Celestino migliore – verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”. Affermazioni che scatenano una serie di reazioni polemiche che, in serata, provocano una nuova presa di posizione del Vaticano. Che, però, nella sostanza è tutt’altro che una retromarcia. “Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali”, afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta – ma la proposta cerca di ‘introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo’ riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo’ venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell’uomo”. In pratica il rischio paventato è che gli Stati che non riconoscono le unioni gay vengano “mesi alla gogna”.

          http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-omosessualita/vaticano-omosessualita.html
          ***
          Questo nel 2008; oggi l’Italia, che non riconosce le unioni dello stesso sesso è messa alla gogna e fatta oggetto di pressione; e in Italia gli omosessuali NON SONO discriminati.
          Anche qui la posizione della chiesa mi sembra chiara e coerente.

        • paniscus scrive:

          Quindi secondo te la chiesa è in buona fede quando confonde la parola “depenalizzare” con il concetto di autorizzare, caldeggiare, approvare o difendere?

          Abbi pazienza, ma mi pare che sia un’enorme arrampicata sugli specchi, e che tu te la beva in pieno.

          “Depenalizzare” significa una cosa ben precisa: ovvero, che una certa cosa prima era considerata REATO, e comportava condanne penali, mentre adesso no.

          L’aderire a una proposta di DEPENALIZZAZIONE significa solo dichiararsi d’accordo sul fatto che chi è omosessuale non debba essere processato, non debba andare in carcere, non debba rischiare la pena di morte, e non debba ricevere punizioni dalla giustizia civile.

          Le eventuali “leggi contro l’omofobia”, sono un’altra cosa e non c’entrano assolutamente nulla.

          Se qualcuno si preoccupa che “depenalizzare l’omosessualità” in realtà significhi “voler mettere in carcere chi pensa che l’omosessualità sia una cosa brutta”, vuol dire che o non sa leggere, oppure è in malafede, tutto lì.

          • ROB scrive:

            Il vizio di mettere in bocca cose non dette è duro a morire. Non si tratta di confondere i concetti. Ma di evitare il fatto che un documento, redatto in un certo modo, possa essere usato come paravento di certi comportamenti. Sei così ingenua da credere nessuno (politici in testa) tirerebbe in ballo una cosa del genere, soprattutto se ha l’avallo dell’ONU, per far passare leggi sull’omofobia?

      • Andrea scrive:

        Ma dai, non rimanere sempre così nel vago: qual è la parte “farneticante”? Sii più esplicito, coraggio!
        Ah, ti consiglio di non sfidarmi ad una gara ad insulti: non è corretto nei confronti di Paniscus che ci ospita e non sarebbe saggio da parte tua…

  7. Roberto scrive:

    Scusate, su Vaticano e dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, mi risulta quanto segue:

    La dichiarazione è stata approvata ne 1948 dall’assemblea delle NU
    La Santa sede è membro osservatore dal 1964
    La dichiarazione non è una convenzione e quindi non è aperta alla firma

    Dire che la Santa sede non ha firmato la dichiarazione non ha quindi nessun senso e sicuramente non se ne può dedurre nulla sul l’adesione o meno della Santa sede ai valori della dichiarazione (come dire che la Cecoslovacchia non l’ha firmata…vabbè nessuno sostiene che nel 2013 Praga e Bratislava sono dei cattivoni che non rispettano la dichiarazione)
    Ricordo che Paolo VI ha definito la dichiarazione “quanto di più alto ha saputo produrre l’ingegno umano”

    • ROB scrive:

      Grazie per aver chiarito il punto sulla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Speriamo che l’Uaar , se legge, ne tenga conto per i prossimi volantini…

  8. Roberto scrive:

    Invece non so perché la Santa sede non ha aderito alla convenzione europea dei diritti dell’uomo.
    È membro osservatore del consiglio d’Europa ed in quanto tale può firmare delle convenzioni
    https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&InstranetImage=1623322&SecMode=1&DocId=1615778&Usage=2

    Spero che ROB. Vorrà approfondire, anche se, ne convengo, sono questioni complicate ;-)

    • ROB scrive:

      Una spiegazione (assolutamente non esauriente) potrebbe essere questa: la posizione della chiesa è di tutelare il diritto alla vita dal concepimento sino all’ultimo respiro. Inoltre questa visione è “globale” ossia tutela “la persona” nella sua globalità e quindi non può accettare che per tutelare un diritto, ad esempio l’autodeterminazione, se ne calpesti un altro, a maggior ragione se a farne le spese è un soggetto più debole (vedi ad esempio l’aborto, ma anche l’eutanasia, le persone malate e così via).

      Vedi ad esempio il discorso del Papa ai partecipanti alla Conferenza Ministeriale del Consiglio d’Europa e alla celebrazione del cinquantesimo anniversario della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo.

      http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/oct-dec/documents/hf_jp-ii_spe_20001103_convention-human-rights_it.html

      • roberto scrive:

        bene, quindi direi che possiamo concordare sul fatto che non c’è un ostacolo giuridico come mi sembra che tu abbai sostenuto (“[...]non fa parte nemmeno del Consiglio d’Europa [...]“), ma c’è un problema esclusivamente politico, cioè la santa sede non vuole firmare la convenzione perché (legitimamente, per carità) c’è qualcosa in quella convenzione che non le piace.

        ora, io non ho nessuna idea di cosa sia questo “qualcosa”, e l’aborto mi convince il giusto visto che hanno sottoscritto la convenzione paesi che vietano l’aborto

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