Bibliografia essenziale su oranghi e affini

Orango?

Orango CHI?

Data la popolarità imprevista che la simpatica scimmia antropomorfa asiatica ha riscosso negli ultimi giorni nei media italiani, senza che nessuno si sia degnato di fare chiarezza sulla sua effettiva identità e su quella dei suoi parenti prossimi, riteniamo utile divulgare un minimo di bibliografia a tema.

Con questo contributo, invitiamo personaggi quali Roberto Calderoli, Matteo Salvini, Daniele Stival, ma soprattutto invitiamo qualsiasi persona normale che abbia genuinamente voglia di informarsi, a scorrere questa lista, e a trarne qualche spunto per un eventuale esercizio per le vacanze.

  • Giulio Barsanti, L’uomo dei boschi, ed. Università La Sapienza, 2009

La parola orangutan, di origine malese e rimasta praticamente invariata nella sua vittoriosa esportazione in tutte le lingue moderne, significa letteralmente uomo della foresta. A tale etimologia – che la dice lunga su quanto la somiglianza tra cugini primati fosse ovvia alle popolazioni meno pretenziose di noi – fa riferimento il titolo di questo delizioso volumetto, purtroppo non facile da reperire nelle librerie ordinarie (ma se si ordina arriva subito, o almeno un paio d’anni fa era così). L’autore, professore di storia della biologia all’università di Firenze, ricostruisce la complessa storia dell’identificazione e classificazione delle grandi scimmie nel corso dei secoli, tra fraintendimenti, miti e fantasie, accompagnando il tutto con una documentazione iconografica ricchissima.

  • Jonathan Marks, Cosa significa essere scimpanzé al 98%, Feltrinelli, 2003.

Una dotta e gustosa carrellata sui fraintendimenti e luoghi comuni della vulgata genetica, mito delle “razze umane” incluso.

  • Jared Diamond, Il terzo scimpanzé, Bollati Boringhieri, 2006.

A fianco del Pan troglodytes, lo scimpanzé comune, e del Pan paniscus, il bonobo che ormai i lettori di questo blog dovrebbero conoscere, il “terzo scimpanzé” è ovviamente l’uomo, il parente più stretto di queste due specie contigue. Praticamente, se scimpanzé e bonobo sono imparentati come fratelli, l’uomo è il loro unico cugino di primo grado, mentre gorilla e oranghi sono sempre cugini, sì, ma appena un po’ più alla larga. Una trattazione disincantata della specie umana come caso particolare di scimmia, che ha finito inevitabilmente col darsi un po’ troppe arie, in parte perfettamente giustificate, e in parte proprio no.

  • Frans de Waal, La politica degli scimpanzé. Potere e sesso tra le scimmie , Laterza, 1984.

Il manuale di suggerimenti pratici da cui nessun politico italiano contemporaneo può prescindere.

  • Frans de Waal, Naturalmente buoni. Il bene e il male nell’uomo e in altri animali, Garzanti, 2001.

Gli umani, dopo aver (metaforicamente) morso il frutto dell’albero proibito, sarebbero gli unici esseri viventi in grado di distinguere il bene dal male, mentre tali concetti rimarrebbero irrimediabilmente al di fuori della portata di qualsiasi altra specie? L’osservazione concreta dei nostri parenti più stretti mette seriamente in dubbio questa arbitraria certezza.

  • Frans de Waal, La scimmia e l’arte del sushi. La cultura nell’uomo e negli altri animali, Garzanti, 2002.

Una volta si faceva presto a dire che l’uomo è l’unico essere vivente che fa uso dell’ingegno e della volontà, mentre gli altri animali agiscono solo per istinto. Di fronte a gruppi di scimmie che non solo si godono la comodità concreta di abitudini e tecnologie acquisite spontaneamente, ma che le insegnano attivamente ai propri figli, e che gliele insegnano in maniera diversa a seconda del gruppo di appartenenza, le pretese identitarie umane dovrebbero come minimo ridimensionarsi.

  • Frans de Waal, La scimmia che siamo. Il passato e il futuro della natura umana, Garzanti, 2006.

Dato che il titolo originale inglese era “Our Inner Ape”, io personalmente l’avrei tradotto “La scimmia che è in noi”, ma va bene lo stesso.

  • Frans de Waal e altri, Primati e filosofi. Evoluzione e moralità, Garzanti, 2008.

Un testo scritto a più mani, che mette seriamente in dubbio la presunta unicità della specie umana in termini di coscienza, riflessione e arbitrio.

  • Frans de Waal, L’età dell’empatia. Lezioni dalla natura per una società più solidale, Garzanti, 2011.

Una delle obiezioni storiche che sono state fatte contro l’evoluzionismo sta proprio nella convinzione che “se fosse proprio vero” che le specie si sono evolute spontaneamente, in un campo di battaglia in cui l’unico obiettivo di qualsiasi singolo individuo è quello di soppiantare qualcun altro, “allora tutto sarebbe troppo brutto”. Ma se invece emergessero delle evidenze scientifiche secondo cui proprio l’altruismo e la solidarietà fanno parte delle strategie evoluzionistiche migliori?

  • Raymond Corbey, Metafisiche delle scimmie. Negoziando il confine animali-umani, Bollati Boringhieri, 2008.

Questo devo ancora finire di leggerlo io stessa, e quindi non lo recensisco, ma lo segnalo ugualmente.

E sia chiaro che ci siamo limitati esclusivamente a testi disponibili in italiano. Per chi ha il gusto temerario di leggere anche in altre lingue, c’è molto di più.

Tanto per cominciare, si può andare a saltellare di link in link, partendo dal ricchissimo archivio gestito da Daniele Formenti, studioso di primati e professore all’università di Pavia.

Quello che si spera è che a nessuno più, dopo aver appreso qualche brandello di conoscenze contenuto in testi come questi, venga in mente di usare la parola “orango” (oppure “gorilla“, “scimpanzé” o genericamente “scimmia“) come insulto.

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5 risposte a Bibliografia essenziale su oranghi e affini

  1. MOI scrive:

    SULLA PRIMATOLOGIA TRANS(!!!)PADANA :

    Lettura consigliata :

    http://books.google.it/books?id=ZtEQoffwMxgC&printsec=frontcover&dq=inauthor:%22Lynda+Dematteo%22&hl=it&sa=X&ei=UMzjUdzaHMWt4ATR14HQAQ&ved=0CCYQ6wEwAA#v=onepage&q&f=false

    SE (!) non si legge, la trovi in Google Books : “L’ Idiota in Politica” di Lynda [sic] Dematteo … Francese di chiara origine “Ritale”, come dicono o dicevano in Francia.

    PS

    Lisa, proprio un esempio con l’ Ebreo … tettù ;-) dovevi fare ?!

    PPS

    Il termine “orango-tango” me lo ricordo anch’ io come … era suggestivamente simpatico: faceva pensare a un ballerino di Tango o a un calciatore (cfr. Argentina ’78, con il pallone “Tango” [sic]), due cose poi legate.

    • MOI scrive:

      Ah, be’ : per l’ Ebreo mi riferivo al post vecchio … cmq, niente di particolare.

      • Paniscus scrive:

        A quale “post vecchio” ti riferisci?

        • MOI scrive:

          Mi riferisco a quello precedente a questo … in cui dici che la Legge Mancino salvaguarderebbe solo gli Ebrei. Va be’, può essere, ma qui subentra una contestualizzazione storica ben precisa e ben nota.

          In teoria (!) anche i Livornesi e i Pisani potrebbero farsi vicendevolmente causa in continuazione per “istigazione all’ odio su base etnica” …

          • Paniscus scrive:

            Ma io mi riferivo alla crociata mediatica generica che si scatena contro i più banali “insulti da facebook tra coglionazzi per futilissimi motivi privati”, mica specificamente al caso dell’ebreo…

            …se il sedicenne idiota avesse offeso il compagno napoletano invece che quello ebreo (sempre per lo stesso motivo, ossia che non gli aveva passato il compito in classe), sarebbe stato uguale!

            L.

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