Le scuole private e il miracolo della transustanziazione politica

Il luogo comune che gli insegnanti della scuola pubblica siano tutti di sinistra, ormai, è talmente annoso e ritrito da riuscire a ispirare, piuttosto che repliche circostanziate, soltanto sbadigli.

La rivendicazione dei finanziamenti statali alle scuole private, e in particolare alle scuole private confessionali (o meglio, di un aumento dei finanziamenti statali che andrebbe ad aggiungersi a quelli che ci sono già, in palese violazione del dettato costituzionale), anche quella è vecchiotta, ma ha subito qualche recente iniezione di energia dialettica in anni più recenti, specialmente ad opera delle amministrazioni locali cielline, e dei loro sostenitori.

Le  arrampicate sui vetri per giustificare la pretesa dell’ingiustificabile, per la verità, sono sempre state le stesse, dai più ingenui e vaghi predicozzi sul diritto alla libertà di scelta educativa ai più astuti martellamenti accademici sul principio di sussidiarietà.

Ma l’instancabile Silvio Berlusconi, oggi, ha pensato bene di riassumere tutto in due righe e quindi, in apertura della campagna elettorale nel Lazio, ha così sentenziato: chi se ne frega della sussidiarietà, chi se ne frega dei piani di offerta didattica differenziati. Il motivo specifico per cui le famiglie dovrebbero avere diritto a incentivi economici per mandare i figli alle scuole parificate cattoliche, secondo il nostro, sarebbe uno solo: ossia, proprio perché nelle scuole pubbliche gli insegnanti sono tutti di sinistra, chi non è di sinistra deve poter difendere i propri figli da questa intollerabile persecuzione.

Chi aveva mai parlato di tagli all’istruzione, svuotamento dei programmi scolastici, servizi educativi ridotti, carenza di supplenze, riduzione delle ore di sostegno, mancanza di finanziamenti per le più basilari esigenze organizzative quotidiane, si è sognato tutto: l’unica emergenza scolastica reale, in Italia, è che le famiglie di destra, e solo quelle, dovrebbero aver diritto a un bonus economico per iscrivere i loro figli alle scuole paritarie cattoliche (cosa dovrebbero rivendicare gli eventuali genitori di destra ma non cattolici, non è dato di saperlo).

Non si vuole, proprio adesso, entrare nel merito delle grandi questioni di principio, ma solo far notare un punto curioso: se fosse vero che gli insegnanti delle scuole private sono di destra mentre quelli delle pubbliche sono di sinistra, come si spiegherebbe che nelle scuole non statali, nonostante tutte le parificazioni formali, c’è un turnover altissimo di insegnanti che non vedono l’ora di andarsene di lì non appena vengono assunti nella scuola pubblica?

E come si spiega reciprocamente che, nelle scuole statali, c’è una buona percentuale di gente che prima di entrare di ruolo ha fatto anni di precariato anche nelle private paritarie?

I casi sono due:

- o prima erano di destra e poi diventano magicamente di sinistra non appena cambiano scuola, e questo oggettivamente sarebbe un fenomeno paranormale degno di inchiesta del CICAP o della Fondazione di James Randi;

- oppure erano di sinistra anche prima, ma lo tenevano nascosto, e instillavano la loro deleteria propaganda in maniera ancora più indiretta e sottile.

Pensate al dramma di questi poveri genitori di destra che avevano mandato i figli alla scuola privata apposta perchè pensavano in tal modo di sottrarli e di proteggerli dall’influenza nefasta degli insegnanti comunisti della scuola di stato… e che invece non si sono mai resi conto di averli direttamente consegnati, per anni, nelle mani degli stessi emissari del Male!

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