Enel Energia e il bello della concorrenza

Da un’amica che vive in Piemonte, “riceviamo e volentieri pubblichiamo”, come si dice nelle redazioni giornalistiche, senza aggiungere ulteriori osservazioni se non qualche link:

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Ho cambiato… non so cosa… insomma:
prima chi forniva energia elettrica era enel-qualcosa, ora è enel-qualcos’altro.

Lo so, lo so, non si dovrebbe… ma mi ha telefonato questo tizio, mi ha decantato le meraviglie di questo nuovo fornitore, bollette alla mano ho visto che in effetti costava meno, e così ho autorizzato il passaggio.

Tutto ok, è arrivata la prima bolletta a casa e l’ho pagata.

Mi ero ripromessa di domiciliarla in banca, come ho sempre fatto con tutte le bollette, ma poi non l’avevo ancora fatto. Secondo errore. Comunque non avevo mai avuto grossi problemi con la posta, quindi la cosa non mi sembrava grave.

Fatto sta che, mentre ero al pc, all’improvviso, mi va via la luce in casa.

Penso a un problema comune, ma i miei vicini la luce ce l’hanno.

Allora penso a un problema mio e vado a vedere il contatore.

Un messaggio sinistro mi avverte che “è stato effettuato un depotenziamento”. Cosa sarà?

Chiamo enel-guasti. Il tizio mi spiega che il depotenziamento avviene quando non si è pagata una bolletta, nonostante due solleciti, di cui il secondo inviato per raccomandata.

Ma io non ho ricevuto nessuna bolletta, né tanto meno solleciti, né per posta ordinaria né per raccomandata. E poi sono appena passati tre mesi dall’ultima bolletta, quindi stavo aspettando che arrivasse quella nuova.

Chiamo il servizio clienti. La signorina mi conferma che è stato effettuato il depotenziamento per morosità (e io provo un inspiegabile senso di vergogna). Le spiego che io non ho ricevuto nessuna bolletta di recente, anzi la sto aspettando, ma lei, dopo un antipaticissimo “Eh, dite tutti così!”, mi ricorda che le bollette arrivano ogni due mesi, non ogni tre. In pratica questo nuovo contratto prevede bollette bimestrali, non trimestrali come prima.

E allora?

Allora mi indica l’importo della bolletta non pagata, che ora devo andare di corsa a pagare presso una lottomatica e poi inviare la ricevuta via fax, per ottenere il ripristino della corrente.

E sulla prossima bolletta pagherò una sessantina di euro per questo ripristino.

Bell’affare.

Ho chiesto il numero della raccomandata inviatami, che a me non è mai arrivata e che a loro risulta “tornata indietro”, così cercherò di chiarire con le Poste cosa è successo, ma temo che sia una battaglia persa in partenza.

Ora fino a quando non sarà ripristinata la corrente (e ci vorranno da un minimo di due ore a un massimo di cinque giorni, mi ha gracchiato la signorina) non posso attaccare il freezer né altro, perché il contatore depotenziato sopporta il frigo e un paio di lampadine, niente di più.

E io ho un sacco di cose in freezer, che ora ho staccato altrimenti il contatore salta. Passerò il pomeriggio a cucinare, compatibilmente con il fatto di non poter usare il forno, e a stivare in frigo il cucinato.

Quest’anno non inizia bene. Speriamo che prosegua meglio.

Via, vado: parto un po’ prima per andare a prendere le figlie a scuola e pago ‘sta fantomatica bolletta.

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18 risposte a Enel Energia e il bello della concorrenza

  1. ROB scrive:

    “In pratica questo nuovo contratto prevede bollette bimestrali, non trimestrali come prima.”
    ***
    Mi sembra di ricordare, ma potrei sbagliarmi, che le bollette della vecchia Enel fossero bimestrali e non trimestrali… sento puzza di bufala.

  2. Laura scrive:

    Nessuna bufala, ahimè.
    Io pago da anni la bolletta della luce ogni tre mesi. Cioè mi arrivano bollette della luce relative ad un trimestre di consumi. Con questo nuovo contratto, le bollette sono invece relative ai consumi di un bimestre. Solo che io non lo sapevo, quindi sono rea di non aver sollecitato l’enel-qualcosa a mandarmi la bolletta, visto che non l’avevo ricevuta.
    Ah… dimenticavo… l’amica piemontese sono io. E sono ancora “quasi” senza luce, ossia con il contatore depotenziato, a più di 24 ore della messa in regola del pagamento.

  3. Paniscus scrive:

    Visto che si è fatta viva la diretta interessata (grazie!), non aggiungo altro, se non che anch’io pago bollette bimestrali (alla vecchia Enel “regolare”), ma che comunque risultava anche a me che ne esistessero più contratti diversi, e che quindi qualcuno poteva avercelo trimestrale, di più non so…

    Lisa

  4. Paniscus scrive:

    Anzi, ora che ci ripenso, qualcosa la aggiungo…

    In ogni caso, francamente non avevo MAI sentito parlare di nessun altro fornitore, né di energia elettrica, né di gas, né di altro, che sia tanto veloce a tagliare la fornitura per un unico caso di ritardo di appena venti giorni.

    Normalmente aspettano due o tre mesi anche prima di cominciare a mandare il primo sollecito, e poi diventano insistenti solo dopo che ne sono passati sette o otto, di mesi, oppure se le bollette inevase sono più di una.

    Anzi, preciso meglio: di solito, le prime volte, non mandano nemmeno un sollecito apposta, ma si limitano ad aggiungere sulla bolletta successiva l’avviso che ci sono dei pagamenti arretrati mancanti. Evidentemente perché, dalle loro evidenze statistiche di decenni e decenni, sanno benissimo che molti di quei ritardi non sono dovuti a inadempienza dolosa, ma a pura e semplice dimenticanza, e contano sul fatto che la maggior parte della gente che si trova un avviso del genere, non appena se ne rende conto, provvede pagando tutte e due le bollette insieme, quella nuova e quella vecchia. Ed evidentemente, nel complesso del bilancio a lungo termine, all’azienda va bene così, ovvero conviene di più “mettere in conto” un po’ di pagamenti effettuati in ritardo o una piccola parte di quote perse, piuttosto che spendere nell’invio di milioni di comunicazioni postali in massa.

    Io personalmente non conosco nessuno a cui sia mai stata staccata la luce per una cosa del genere, e con tempi così brevi.

    Se c’è tutta ‘sta fretta di farlo, vuol dire che per quella specifica azienda, in qualche modo, il grosso dei guadagni non arriva direttamente dal pagamento delle forniture da parte dei clienti, ma solo dalle dinamiche finanziarie legate al numero di contratti nuovi sottoscritti in un certo intervallo di tempo, anche se poi vengono abbandonati subito e sostituiti da altri…

    Lisa

  5. Moi scrive:

    … E ocio anche ai vari Edison e affini del “Door-To-Door Selling” [sic] !

  6. Roberto scrive:

    Il bello della concorrenza è che, dove esiste, puoi mandare a quel paese il fornitore e andare da un altro, cosa che in un regime di monopolio non puoi fare

    • Paniscus scrive:

      Non che questa sia una presa di posizione ideologica a favore o contro… ma nel caso specifico delle forniture domestiche, mi pare di ricordare che, ai vecchi tempi dei tanto deprecati regimi di monopolio, almeno non si dovesse stare tutti i giorni a rispondere alle scampanellate di venditori arrogantissimi che cercavano di farti firmare precipitosamente qualsiasi cosa senza lasciartene copia, né a studiarsi meticolosamente tutti i cavilli del confronto tra l’uno e l’altro, perché se ti fai fregare è colpa tua.

      E guarda che io non sono affatto contraria al regime di concorrenza in sé, per principio: semplicemente, guardo gli effetti pratici volta per volta, e li giudico singolarmente.

      E sono profondamente convinta che, almeno in questo specifico caso delle forniture energetiche e affini, l’effetto finale è stato complessivamente negativo, e oltretutto CONTRARIO anche a tutto ciò che vogliono raccontarci sui vantaggi teorici della concorrenza.

      Nel senso che, almeno in teoria, la concorrenza dovrebbe servire a “selezionare i migliori” e a far emergere le eccellenze, in modo che gli scalzacani si autoeliminino, e tutti quelli rimasti accettabili siano continuamente stimolati a fare di meglio degli altri. Mentre il regime di monopolio (sia in senso ufficiale, sia “monopolio di fatto”), sempre secondo la stessa teoria, dovrebbe portare necessariamente ad appiattirsi verso un servizio mediocre, perché tanto il cliente si accontenta di quell’unica cosa che c’è, e il fornitore è contento così perché i clienti se li becca comunque garantiti.

      E allora come si spiega che il servizio offerto da tutti ‘sti concorrenti, in linea di massima, NON SOLO sia complessivamente peggiorato nel corso degli anni da quando la concorrenza esiste, ma soprattutto sia decisamente peggiorato anche rispetto a quello che c’era al tempo del monopolio?

      Lisa

  7. Roberto scrive:

    I venditori arroganti non mi sembrano dipendere dall’esistenza di concorrenza o monopolio (anzi in genere il monopolista di può permettere l’arroganza) e si, sicuramente scegliere è più difficile che subire le scelte altrui.

    Per il resto quello di cambiare fornitore mi sembra un vantaggio tutt’altro che teorico (e se non sono indiscreto mi piacerebbe sapere perché Laura non manda a quel paese il fornitore, che si è comportato in maniera inaccettabile)

    Sul servizio in tempi di monopolio, io mi ricordo che non si poteva attaccare il fon se avevi la lavastoviglie accesa, pena “far scattare il contatore”…cosa che ha fatto impazzire mia moglie che non si capacitava di questa bizzarreria italiana.

    Non vivendo in Italia da dieci anni non so dire se il servizio è migliorato o no, ma esito a rimpiangere quello che ho lasciato

    • Paniscus scrive:

      Guarda che l’eventualità di “far scattare il contatore perché c’è troppo carico” succede esattamente uguale anche adesso, eh, anche se c’è il modernissimo e dinamicissimo sistema di concorrenza.

      Semplicemente (non solo tra un fornitore e l’altro, ma anche da parte dello stesso fornitore) ci sono più tipologie diverse di contratti, commisurate alle diverse fasce di consumo che ogni utente prevede di avere… ma questo mi risulta che ci fosse sempre stato anche 30 anni fa quando c’era ancora il monopolio, non è che l’abbiano inventato soltanto con l’introduzione della concorrenza.

      Lisa

  8. Roberto scrive:

    Certo che l’Italia è un paese curioso

    In questo momento abbiamo acceso
    Luce in ufficio + computer
    Luce in camera della grande + pianola elettrica (ahimè)
    Luce in camera del piccolo
    Luce in bagno e fon
    Forno con una torta e fornello elettrico con l’acqua per la pasta
    Lavastoviglie
    Un iPad in carica

    Ed il contatore gira allegro e senza problemi (potrei accendere senza paura la lavatrice)

    Mi sa che moi ha ragione, ogni occasione è buona per imbrogliarvi, ma non credo che dipenda dalle liberalizzazioni

    Vabbé l’acqua bolle

  9. Moi scrive:

    @ Roberto

    Il discorso che “per colpa dei Comunisti che ci hanno tolto il Nucleare non si può far andare aria condizionata e lavatrice assieme” è un “evergreen” pro Nucleare.

    @ LISA & ROBERTO

    Su violini e dintorni non mi pronuncio ma “ocio” :-) che, in base alla personalità, ci sono anche (!) dei “cinni” e delle “cinne” :-) dallo spirito ribelle che se da piccoli/e li/e indottrini con la musica classica e la cultura “alta” … da grandi ti diventano così :

    http://www.youtube.com/watch?v=xsgQiTDlUBs

    ;-) :-)

    • Roberto scrive:

      Guarda la mia politica non è l’indottrinamento ma la moral suasion.

      La pargola fa tutte le attività che vuole (compatibilmente con l’organizzazione familiare, il fatto che deve avere tempo libero e i fondi disponibili). Poi ha diritto ad usare il mio iPhone per ascoltare musica e forse non è un caso che sultan of swing è una delle sue canzoni preferite e che Cristina D’avena non ha mai messo l’ugola a casa mia :-)

    • Paniscus scrive:

      …e chi è che dovrebbe indottrinarla con la musica classica? Qua la pupa è rigorosamente l’UNICA in famiglia che si sia mai avventurata nel tentativo di capire qualcosa di musica, avendo entrambi i genitori totalmente incapaci di leggere un rigo di notazione musicale formale o di accorgersi se uno strumento è accordato o no!

      Lisa

  10. Gloria scrive:

    I promotori di Enel Energia son venuti anche a casa mia e dopo un’ora di chiacchiere mi hanno convinta. Io avevo fatto domande precise, avevo letto le carte e mi ero fatta assicurare più volte alcune cose. Prima tra tutte mi ero fatta riconfermare più volte dal venditore che ad una prima chiamata sarebbe seguita una seconda chiamata a distanza di 10 giorni nel corso della quale era possibile recedere senza problemi. Ebbene, quando mio marito (per niente d’accordo sulla mia scelta) ha telefonato per annullare il tutto, ha scoperto che in realtà il contratto era già considerato valido e che la seconda chiamata NON esiste. La cosa mi ha talmente fatto arrabbiare che ho inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno per annullare il tutto rifacendomi al diritto di revoca entro 10 giorni e pretendendo il ripristino del contratto originale senza oneri a mio carico. Ho inoltre citato nome, cognome e codice del venditore che mi aveva mentito e aggiunto – per presa visione – l’indirizzo di un’associazione di tutela dei consumatori (per rincarare la dose).
    Va detto che poi mi è arrivata una lettera di Enel Energia in cui si scusavano e mi assicuravano che era stato annullato il contratto.

  11. Benedetta scrive:

    Da me sono venuti (uno più antipatico di quell’altro) ENel Energia e GDF Suez (Gaz de France), quest’ultima è rimasta allibita per il fatto che non ero interessata. E’ diventata cafona e arrogante.
    Io non sottoscrivo alcun contratto porta a porta e nemmeno voglio che me li spieghino loro, se voglio cambiare fornitore mi informo da sola e mi vado a cercare le informazioni in internet. E soprattutto faccio una ricerca semplice ma efficace: nome della società + truffa.
    A quel punto decido.

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