Se fosse stato uno zingaro

Gli ingredienti ci sono tutti:

- stereotipo sul culto del macchinone (con legittimi sospetti maliziosi sulla sua intestazione e sulla regolarità della provenienza dei soldi necessari per comprarlo),

- ragazzino che già a tredici anni sa guidare perché evidentemente il maschio padre orgoglioso gli ha ampiamente consentito di provare a farlo, illegalmente, fin dalle elementari,

- abitudine a una libertà personale estrema completamente fuori dal controllo dei genitori,

- frequentazioni con amici lontanissimi, presumibilmente più adulti e sconosciuti alla famiglia,

- contatti assidui con paesi dell’est europeo.

No, non si tratta di un ragazzo di un campo rom, ma del figlio di un imprenditore benestante di Treviso.

Sto qui ad aspettare con ambiguo sorriso leonardesco (…e sono quarant’anni che sopporto le battute scontate sul mio nome, per una volta lasciatemi la soddisfazione davvero), per vedere se per questo caso si alzeranno gli stessi strilli indignati che normalmente si riservano ad altre realtà sociali, sul genere del “bisognerebbe toglierlo subito ai genitori e farlo adottare da una famiglia perbene”

Casomai qualcuno si azzardasse a suggerire una soluzione del genere, io rilancerei con una proposta originale: affidarlo a una famiglia di fricchettoni ecologisti vegetariani alternativi che per scelta vive in una colonica isolata nel paese dei lupi, senza automobile, senza televisione, senza collegamento a internet, autoproducendosi il cibo con la coltivazione dell’orto biologico, del frutteto armonico, e con la mungitura di capre ecosostenibili.

——————

Precisazione: il chiarimento sul fatto che il ragazzo fosse nato in Polonia e fosse stato adottato da una famiglia italiana solo da pochi anni è arrivato diverse ore dopo, e quando è stato scritto il post, nella prima versione dell’articolo, non c’era.

A maggior ragione, dubito che avesse avuto la possibilità di diventare un campioncino di go-kart nel suo Paese d’origine, visto che quasi sicuramente avrà sempre vissuto in istituto, o in una famiglia gravemente disagiata. Per cui, l’opinione su una famiglia che incoraggia il figlio tredicenne (o magari anche undicenne, visto che a 13 è già un “guidatore esperto” e abituale) a guidare illegalmente l’automobile, non cambia, che si tratti di un figlio biologico o adottivo.

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7 risposte a Se fosse stato uno zingaro

  1. ROB scrive:

    L’articolo di Repubblica dice “sarebbe” già capace di guidare … “avrebbe” dimostrato… “sembra” avere molti amici…
    A parte la fuga, descritta nel primo paragrafo, il resto è solo un’insieme di supposizioni.
    Tra l’altro sembra sia già stato ritrovato http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Trovato-Germania-13enne-fuggito-casa/11-01-2013/1-A_004436915.shtml

    P.S. Sembra un articolo di Miguel Martinez
    P.S 2 Quando il prossimo su Piltdown?

  2. Paniscus scrive:

    Il prossimo su Piltdown ce l’ho già nelle bozze, devo solo sistemare i link.

    Sul fatto che “sembri un articolo di Miguel Martinez”, quale sarebbe l’implicazione? Che ci si copi e che si si lasci influenzare pedestremente l’uno dall’altro?

    Magari è esattamente il contrario, ossia che è normale che due persone si trovino bene insieme perché GIA’ si trovavano in sintonia sulle stesse idee e sugli stessi linguaggi anche prima…

    Lisa

  3. ROB scrive:

    Chiedo umilmente venia, nessuna implicazione, era una semplicissima considerazione; e non ho parlato di copie o influenze varie.
    ***
    Sono d’accordo anch’io sull’eventuale punizione del ragazzo, almeno a togliere TV e internet come minimo per un anno…

  4. rossana scrive:

    Non vedo motivo di “correzioni”.
    Intanto perché si tratta di un ragazzino di 13 anni, adottato a 10, polacco, con famiglia e amici tutt’ora abitanti in un “paese dell’est”, motivo per cui non vedo perché stupirsi se coltiva le sue amicizie facebook proprio lì.
    Trovo invece questo ragazzino molto sveglio e intraprendente, tenace e capace fino a sembrare più adulto dei genitori adottivi i quali, a quel che riporta l’articolo, pare non abbiamo esitato a lasciargli “provare” l’auto tranne poi magari lamentarsi perchè passa troppo tempo su facebook.
    Che pensavano? Che sarebbe stato grato a vita per un telefonino e una vita agiata dopo che l’ hanno prelevato alla sua famiglia perché questa non ha una situazione economica all’altezza?
    Fossero coerenti con il loro desiderio di aiutare il ragazzino, possono sempre aiutarlo lasciandolo a casa sua, con i suoi amici e i suoi veri genitori, no?
    Non so, trovo che l’unico in tutta la storia che dimostra un po’ di sale sia lui, che se ne frega del telefonino (che lascia a casa), che si premura di disattivare il suo profilo facebook come a “cancellare” la brutta pausa dalla sua vera vita, che guida dritto filato per mille km, senza mangiare, senza soste pur di arrivare lì dove il suo cuore batte.
    Alla famiglia di frichettoni per una rieducazione manderei i genitori adottivi, giusto per farsi un’idea meno spitinfia dell’esistenza…

    • Paniscus scrive:

      Per Rossana: DOPO la precisazione introdotta a seguito di notizie che inizialmente non c’erano, posso anche dire di essere in parte d’accordo con te, però ho l’impressione che anche tu stia cadendo in una serie di luoghi comuni esattamente come può essere successo a me all’inizio.

      In particolare, cosa significa dire che i genitori adottivi siano responsabili di “aver prelevato” un ragazzino dalla sua vera famiglia, e di averlo fatto solo perché questa “non aveva una situazione economica all’altezza”? Cosa pensi, che l’adozione consista nell’andare liberamente in un paese straniero più sfortunato del nostro, entrare in casa di una famiglia povera, e portarsi via di propria iniziativa personale un bambino che fino al giorno prima stava tranquillamente con i propri genitori? Se fosse così, vorrebbe dire che non hanno affatto “adottato”, ma commesso un puro e semplice reato, che sarebbe condannato e punito sia dalla legge italiana che da quella polacca.

      A me risulta che le adozioni non siano lasciate alla libera iniziativa delle persone, ma che passino attraverso una complessa trafila legale e burocratica sotto il controllo di diverse istituzioni… e soprattutto che riguardino minori che sono GIA’ in stato di abbandono e GIA’ sotto tutela statale.

      Di sicuro quel ragazzo, quando è stato considerato adatto per l’adozione e “abbinato” alla richiesta di quella coppia italiana, era già in un istituto da un bel pezzo, o perché era stato abbandonato dalla famiglia naturale, o perché ne era stato allontanato d’autorità per motivi gravi (che non consistono MAI nel solo fatto che la famiglia sia povera)… quindi non capisco proprio perché i genitori adottivi dovrebbero essere accusati di “averlo prelevato da casa sua”. Quella famiglia, per quanto cialtrona possa essere per altre ragioni, ha fatto una normale domanda di adozione in un paese che prevede legalmente tale possibilità, e si è vista assegnare un abbinamento con un bambino che era già stato dichiarato in stato di adottabilità per altre ragioni. Da che cosa si deduca che l’abbiano strappato ai suoi “veri genitori”, proprio non lo si capisce.

      Non è che arriva una famiglia italiana che vuole adottare, e allora le istituzioni polacche vanno a scegliere a caso una famiglia economicamente misera, e le tolgono apposta un bambino, per darlo a quell’altra. Mi sembra una visione dell’adozione completamente fantasiosa e fuorviante.

      E ancora più fuorviante mi sembra l’altra osservazione, secondo cui “se proprio volevano aiutarlo, potevano aiutarlo lasciandolo a casa sua” (che peraltro mi sembra anche sinistramente simile a un analogo luogo comune che si sente ripetere tanto spesso a proposito degli immigrati). L’adozione non è un’opera di carità o di volontariato, per “fare del bene a un povero”: l’adozione è un modo come un altro per farsi una famiglia, stabilendo dei rapporti tra genitore e figlio (non tra benefattore e bisognoso) destinati a durare per sempre. Che a volte possa capitare che questi rapporti non riescano a instaurarsi in modo corretto e l’adozione fallisca, è un altro discorso, ma lo scopo fondamentale dell’adozione è quello. E il fatto di essere povero NON E’ sufficiente per diventare adottabile, ci vuole che il minore sia davvero in stato di abbandono, senza una famiglia, o con una famiglia davvero gravemente inadeguata.

      Quanto al “profilo facebook”, stendiamo pure un velo pietoso.

      Lisa

  5. MOI scrive:

    Sto qui ad aspettare con ambiguo sorriso leonardesco (…e sono quarant’anni che sopporto le battute scontate sul mio nome) [cit.]

    —-

    Battutine su “Mona Lisa” ?

    Be’ ringrazia che sei in Toscana, perché in Veneto … ;-)

    • Paniscus scrive:

      Almeno, quando qualcuno prova a raccontarmi una balla autoevidente, posso sempre rispondere (con espressione tipicamente romana, tra l’altro, non toscana), “Ma che c’ho scritto in fronte, Gioconda?”

      L.

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