Sogno di Capodanno per cinquenni tecnologici

Supponiamo di essersi decisi a tentare il primo Capodanno fuori casa dopo la nascita dei figli, invece della consueta festicciola casalinga con stelline luminose in terrazza, alla quale ci si era abituati da diversi anni.

Supponiamo di uscire da un magico spettacolo teatrale con i bambini entusiasti, e di attraversare a piedi un centro cittadino saturo di lampi e di esplosioni.

Supponiamo quindi di provare a riaprire la porta di casa (per la verità nemmeno particolarmente tardi, ma con la prole legittimamente sfinita) e di trovare la serratura rotta, con la chiave che gira drammaticamente a vuoto, e non riuscire a entrare?

No, no, niente ladri, si è proprio rotta da sola!

E’ vero che da diversi mesi funzionava maluccio, ma di scassarsi definitivamente proprio nella notte di san Silvestro, gliel’ha ordinato il medico? Gli spiriti? Gli UFO? I Maya in un ultimissimo disperato colpo di coda dell’anno ormai finito?

Supponiamo infine di tentare cinque o sei chiamate completamente inutili a vari numeri di “fabbri-pronto-intervento-24-ore-su-24-365-giorni-all’anno” (ma magari hanno fatto eccezione proprio stavolta, perché l’anno appena finito ne aveva avuti 366), e di essere finiti a stazionare scoraggiati  sul pianerottolo, con qualche pezzo della famiglia già dormiente.

A quel punto, che si fa?

Con notevole imbarazzo e senso di colpa civico (ben consapevoli di quante emergenze più serie avranno, tra il rischio di incidenti stradali e quello di petardi finiti male), ci si decide a chiamare i Vigili del Fuoco.

Che dire, evitando la retorica e la barzelletta?

Basta dire la verità, e cioè che, a parte una giustificabilissima attesa, l’intervento è stato perfetto, discreto e con effetti collaterali minimi,  tra cui un po’ di battute inopportune di curiosi per strada.

Non abbiamo perso nulla e stiamo tutti bene, felino compreso.

Ma c’è un giovanissimo testimone che ricorderà questo come il Capodanno più entusiasmante della sua vita: avere i pompieri in casa, la realizzazione del mito assoluto di un cinquenne con ambizioni avventurose e tecnologiche, di quelli che sanno distinguere a occhio un treno a vapore classico da un locotender, e che quando finiscono al pronto soccorso sono esaltatissimi perché forse gli faranno visitare l’ambulanza da dentro.

Già schiantato a dormire passando di braccia in braccia nell’attesa, all’arrivo degli operatori  si è risvegliato di colpo, e non ha perso il più piccolo dettaglio della manovra. In pratica, si convincerà di averla diretta lui in persona, la manovra stessa, compresa la prova del casco professionale con tanto di foto, e la visita guidata sul mezzo di soccorso.

Essendosi, tra un accidente e l’altro, addormentato definitivamente alle quattro del mattino, c’erano buone probabilità che non ricordasse nulla o che pensasse di averlo sognato. Invece, appena uscito dalle lenzuola, la prima cosa che ha fatto è arraffare carta e pennarelli per immortalare il ricordo prima che si annacquasse.

Che si vuole di più per festeggiare l’anno nuovo?

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Una risposta a Sogno di Capodanno per cinquenni tecnologici

  1. Roberto scrive:

    Niente imbarazzo che i pompieri servono anche a questo (almeno così mi dissero in una situazione analoga, mostrandomi anche un manuale in cui era spiegata in maniera iper dettagliata la procedura da seguire in questo caso che evidentemente non è affatto raro)

    Buon anno

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