Altri maschi di Capodanno

Per qualche curiosa coincidenza, le più istruttive lezioni popolari sull’identità di genere arrivano alla vigilia di Capodanno, e possibilmente in mezzo ai sacchetti della spesa.

Padre e tre figli, due femmine e un maschio tutti abbastanza vicini di età, diciamo dai sette agli undici, manovrano il carrello stracolmo nel parcheggio di un grande supermercato. La madre evidentemente è rimasta a tirare a lustro la casa in vista del cenone.

Appena sganciate le sicure dell’auto, con il consueto telecomando appeso al portachiavi, il ragazzino si piazza sul sedile anteriore a tamburellare su tasti elettronici, mentre le altre due provano ad armeggiare con le buste piene.

Il padre interviene:  – “Ma perché non vieni a dare una mano anche tu?”

- “Perché non mi va!

- “E che razza di maschio sei, che non aiuti le tue sorelle?”

- “Uffa… ma se non mi va?!”

- “Se non ti va, vuol dire che sei uno stronzo!

E, solo a quel punto, una delle bambine protesta compunta:
- “Ma babbo! Non si dicono le parolacce!

Visto che ormai ce la siamo scampata dai Maya, per il 2013 confido in qualche profezia ancora più spaventevole che arriva dagli Shardana, dai Guanci, o magari anche dall’Uomo di Flores, che ci facciamo andar bene tutto.

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Una risposta a Altri maschi di Capodanno

  1. Roberto scrive:

    Piuttosto che andare a fare la spesa con i due mostri resto molto volentieri a casa a tirare a lucido….comunque non farei sociologia su quello che dice un papà in quella situazione :-)

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