Dall’Appennino al West, è italiana la nonna del mondo

Il Guinness dei Primati ufficiale, pubblicato in lingua inglese, le riconoscerà il titolo freddamente burocratico di oldest living person. Ma l’italiano e le altre lingue neolatine hanno pronta per lei una qualifica assai più solenne, quella di “Decana dell’Umanità”.

Con la scomparsa della statunitense Besse Cooper, defunta ieri alla ragguardevole età di 116 anni più 100 giorni, la palma dell’essere umano vivente più anziano al mondo spetta per la prima volta a un’italiana: Dina Guerri Manfredini, 115 anni e mezzo, nata nella piccola comunità di Pievepelago, nell’attuale provincia di Modena, il 14 aprile 1897. Non sarà, tuttavia, soltanto l’Italia ad esserne fiera, visto che la sua lunga vita si è dipanata discretamente tra due continenti, incarnando un frammento di storia silenziosa.

Nel 1920 Dina partì per l’America, seguendo il suo fidanzato Riccardo, emigrato prima di lei per lavorare come minatore nei pressi di Des Moines, nello Iowa. Dal loro matrimonio nacquero quattro figli, tre dei quali sono ancora in vita; dopo che il marito fu costretto ad abbandonare il lavoro a causa di un incidente alla schiena, Dina si sobbarcò la parte più gravosa del bilancio familiare, lavorando prima come operaia in una fabbrica di munizioni militari, e in seguito come domestica in case private. Rimasta vedova nel 1965, ha oggi sette nipoti, e una ventina tra pronipoti di terza e quarta generazione. Ha continuato a lavorare occasionalmente come donna delle pulizie fino a quasi 90 anni (a volte mentendo sull’età, per essere accettata senza preoccupazioni) e ha vissuto nella propria dimora fino ai 110, acconsentendo solo nel 2007 a trasferirsi in una casa di riposo.

Secondo l’archivio del GRG (Gerontology Research Group, associazione scientifica internazionale che si occupa di tracciare e autenticare i casi di longevità estrema), sono ancora in vita una ventina di persone, documentate senza alcun dubbio, nate nel secolo dell’Ottocento. Per la maggior parte sono donne, tra le quali si contano, ooltre a Dina, altre due italiane.

Il primato della persona più longeva di tutti i tempi, escludendo casi controversi sconfinanti nella leggenda, appartiene alla francese Jeanne Calment, morta nel 1997 all’età di 122 anni e 164 giorni: da adolescente ebbe occasione di conoscere personalmente Vincent van Gogh, e aveva già superato i novant’anni quando il primo uomo mise piede sulla Luna.

Oggi, con un tocco di commozione, salutiamo Besse e rendiamo omaggio a Dina: nonna dei due mondi, o meglio, dell’unico mondo che abbiamo.

 

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7 risposte a Dall’Appennino al West, è italiana la nonna del mondo

  1. luciano barattini scrive:

    ho consciuto dina guerri in jowa nel 1994, mi disse che andava ad aasistere i vecchi
    perche’ bisogna tenersi in allenamento.
    auguri DINA saluti da luciano PIEVEPELAGO

  2. Paniscus scrive:

    Salve, Luciano, grazie per la tua testimonianza. Considerando che all’epoca la signora era già ampiamente sopra ai 90, questo la dice lunga sulla sua energia e sul suo atteggiamento verso la vita. :)

  3. Roberto scrive:

    Ho visto qualche tempo fa sulla televisione francese (o belga? Non ricordo) un bel documentario su jeanne calment, che fra i vari record ha quello di essere l’unica persona al mondo ad aver fumato a 117 anni :-)

  4. Paniscus scrive:

    Considerando che, al mondo, di persone che abbiano superato i 117 anni in maniera assolutamente documentata, ce ne sono solo QUATTRO… il fatto che una di loro fumasse o no diventa abbastanza irrilevante per le statistiche :)

    L.

  5. Moi scrive:

    Sì, però … scusate: bisognerebbe trovare un modo per stoppare l’invecchiamento, o magari addirittura (teoricamente non impossibile agendo sui mitocondri, parrebbe …) rinvigorire il decadimento cellulare, boh.

    Dopo _ sempre che questo permetta di debellare ogni malattia oggi “incurabile” !_ resterebbe solo la morte violenta eventuale (!), non sarebbe quindi scongiurata del tutto la morte nell’ esistenza umana.

    Poiché la signora era di Pievepelago (MO), avrà senz’altro udito tante volte il detto che “L’ avciaja l’ è na brotta bagaja” [o piccole variazioni fonetiche] (“La vecchiaia è una brutta … bagaglia” , termine anche italianizzato) e magari lo avrà anche detto chissà quante volte.

    Sapere Umanistico ? Sapere Scientifico ?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Titone

    C’è meno dualismo dell’ apparenza.

    http://www.youtube.com/watch?v=t1TcDHrkQYg

    Probabilmente la NeoTenìa Sociale di Massa nota come “Sindrome di Peter Pan” tradisce questo desiderio “TitOnico” e “TitAnico” !

  6. Paniscus scrive:

    Pare che la nostra abbia avuto soltanto un paio di settimane per godersi il record: è appena arrivata la notizia che oggi si è spenta anche lei. Francamente ci avevo sperato, in un po’ di “regno” in più… dopotutto la signora che aveva il titolo prima di lei, Besse Cooper, l’aveva tenuto saldo per più di un anno.

    Appena posso aggiorno il post, ma tra le curiosità statistiche associate, la più notevole è questa: che oggi il primato di essere umano vivente più anziano al mondo, insolitamente, passa a un maschio. Succede mediamente una volta ogni dieci, o anche meno…

    Lisa

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