Un arcobaleno per Alan Turing

“Se non esistesse l’omofobia, non esisterebbe il Gay Pride.”

Questa frase limpida e lapidaria, apparsa su un sito di informazione gay, a proposito di un attacco patetico su cui non è nemmeno il caso di spendere due righe nei dettagli, basterebbe da sola a porre fine a tutte le altrettanto patetiche argomentazioni di chi (a parole) non ha nulla contro i gay, però “non capisce perché mai debbano ostentare” o “non si spiega quali diritti particolari vogliano, visto che tutti i diritti normali degli altri cittadini ce li hanno già”.

Dato che nella mia esperienza, purtroppo, l’intersezione tra l’ambiente degli attivisti sociali e quello degli interessati alle scienze è piuttosto esigua, ho l’amaro sospetto che si sia trattato di un puro caso; ma mi fa piacere pensare che la coloratissima festa romana, paradossale rivendicazione di normalità per tutti, si sia tenuta nel centenario esatto della nascita di Alan Turing, genio straziato al quale il mondo intero della politica, della scienza, dell’amministrazione, delle forze armate e dell’informazione non ha ancora chiesto scusa abbastanza.

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