Adempimenti di fine anno scolastico (III)

In mezzo a tutto il consueto fuoco di fila, meticolosamente rivolto al tiro al bersaglio contro l’insegnante, questa mi mancava, ma non è mai troppo tardi per aggiornarsi.

Su un forum a tema scolastico che frequento occasionalmente, e che evito di linkare per ragioni di opportunità, una tizia (che peraltro afferma di essere insegnante anche lei, per cui non riesco a immaginarmi come possa credere sul serio una tale assurdità) si è messa a lanciare la seguente accusa:

nella scuola di sua figlia avrebbero deliberatamente rinviato col giudizio sospeso a settembre dei ragazzi che in realtà avevano la sufficienza, modificando apposta dei 6 in 5, perché così gli insegnanti possono guadagnare più soldi facendo più corsi di recupero estivi.

Addirittura, ha cominciato a sostenere che i corsi di recupero in generale sarebbero ingiusti perché rappresentano un “conflitto di interessi”.

Ossia, secondo tale fantasiosa ricostruzione, l’insegnante avrebbe tutto l’interesse a rimandare a settembre gente che non lo merita, appunto perché così guadagna più soldi, e poi eventualmente può anche ricattare gli studenti minacciandoli di bocciarli se non vengono a gonfiare i numeri delle presenze al proprio corso.

Ora, chiunque abbia una vaga idea del funzionamento delle scuole superiori sa che:

- la maggior parte degli insegnanti cerca di evitare come la peste i corsi di recupero estivi, e non certo di accaparrarseli il più possibile; proprio perché tali corsi, di fatto, si riducono spesso a una frustrante e inutile seccatura, pagata un po’, sì, ma sempre troppo poco rispetto alla fatica e all’impegno richiesto.

- i fondi scolastici destinati ai corsi di recupero sono sempre talmente risicati che l’esistenza di tutto questo patrimonio di ricchezze da spartirsi ha la stessa credibilità dell’esistenza dell’ oro del Reno.

- non è affatto detto che a tenere il corso sia lo stesso insegnante della classe che ha rimandato l’alunno a settembre e che poi lo valuterà all’esame, innanzi tutto perché non tutti gli insegnanti tengono i corsi (ad esempio, tutti quelli che nel frattempo sono impegnati con gli esami di maturità, non potrebbero farli nemmeno se volessero), e poi perché, per le medesime ragioni di fondi risicati e di risparmio economico, i corsi vengono accorpati per gruppi di ragazzi provenienti da classi diverse. Ossia, se a me assegnano un corso sul programma di quarta, mi ritroverò un gruppetto di 15 persone provenienti dalle quarte di 3 o 4 sezioni diverse, alcuni dei quali potrebbero essere anche miei, ma di sicuro non tutti. Nel frattempo, i miei alunni di seconda o di terza che ho rimandato io, seguiranno un altro corso analogo con un collega che non c’entra niente con la loro valutazione finale.

- il ragazzo col giudizio sospeso non è obbligato a partecipare al corso: se la famiglia dichiara che non intende avvalersene perché lo manda a ripetizioni private o perché lo fa studiare da solo, è liberissima di farlo; basta che poi il nostro si presenti a sostenere l’esame di recupero e dimostri di aver rimediato lo stesso, nel modo che meglio crede.

- se a me viene assegnato un corso per un gruppo di 15 persone… o che vengano tutti e 15, o che ne vengano solo in 3, mi pagano uguale. Anzi, con un gruppo più piccolo (e senza i demotivati assoluti che vengono solo perché obbligati), si lavora meglio… quindi chi glielo fa fare, al malcapitato, di fare pressioni sugli alunni, minacciandoli di bocciatura se non vengono?

- e inoltre, last but not least, le sedute finali dei consigli di classe sono strapiene di 5 trasformati in 6 (e spesso anche di 3 e di 4 trasformati in 6), ma nessuno ha mai visto il contrario.

Adessio siamo arrivati al punto che, se i corsi interni alla scuola non vengono organizzati, la gente protesta perché non è giusto lasciare le famiglie a doversi pagare le ripetizioni private; se invece vengono organizzati, si deve anche essere sospettati di falsificare i voti rovinando l’estate ai ragazzi, apposta per lucrare sui corsi di recupero.

Esiste gente che, di fronte al minimissimo sentore di lesa maestà verso i propri figli, perde completamente il lume della ragione. Qualunque sia il suo mestiere.

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20 risposte a Adempimenti di fine anno scolastico (III)

  1. Roberto scrive:

    Perchè sono pagati i corsi di recupero? Sono considerati “straordinario”?

  2. paniscus scrive:

    E certo che sono considerati straordinario.

    Per quale motivo dovrebbero essere pagati assolutamente uguali, quelli che li fanno e quelli che non li fanno?

    Se fosse così, gli insegnanti di matematica (oltre a quelli di latino e greco nei licei, nonché di chimica, topografia, e scienza delle costruzioni negli istituti tecnici), dovrebbero lavorare il triplo rispetto ai colleghi di qualsiasi altra materia, essendo pagati uguale…

    Lisa

  3. paniscus scrive:

    aggiungo: i famigerati corsi di recupero erano inquadrati esattamente allo stesso modo, anche quando il “giudizio sospeso” con esame vero a settembre non c’era… e chiunque avesse due o tre materie insufficienti poteva tranquillamente fregarsene perché tanto ormai era già promosso anche se non le recuperava più.

    Lisa

  4. roberto scrive:

    lisa,
    mi piacerebbe se tu trovassi un po’ di tempo a farmi capire la logica perché qualcosa mi sfugge.

    tra qui e miguel abbiamo detto:

    1. non è vero che gli insegnanti fanno due-tre mesi di vacanza
    perché
    2. non è vero che il lavoro dei docenti finisce il quindici giugno quando finiscono le lezioni e riprende il 5 settembre (o quel che è)
    infatti
    3. ci sono delle attività da svolgere nel periodo in cui non ci sono lezioni
    ma
    4. queste attività sono pagate come extra, senno’ non è giusto che quelli che le fanno siano pagati uguali a quelle che non le fanno

    ora, **NON CONTESTO** (spero che sia chiaro) nessuna di queste affermazioni presa isolatamente, ma mi domando come fanno ad essere tutte vere allo stesso tempo?
    in particolare la 2 e la 4 mi sembrano contraddittorie.
    come pure mi sembrano parzialmente contraddittorie la 1 e la 4 almeno “rispetto ai colleghi di qualsiasi altra materia”

    roberto

  5. Miguel Martinez scrive:

    Caro Roberto,

    invece di fare le pulci alle singole mensilità, perché non facciamo una cosa più semplice:

    - si fa la somma di tutto ciò che ti entra in un anno di lavoro

    - si fa la somma di tutto ciò che guadagna un insegnante in un anno di lavoro.

  6. Paniscus scrive:

    Ma mi pare che qui non fosse stato sollevato strettamente il problema di “quanto si guadagna”, ma che alla base ci sia un’insofferenza viscerale proprio per il fatto che le interruzioni della didattica estive durino “troppo”. Il nostro interlocutore mi sembra mostrare un accanimento personale esagerato proprio su questo punto, visto che nelle nostre discussioni è venuto fuori spesso. In pratica, lui non sopporta il fatto in sé che gli insegnanti “abbiano troppe vacanze”, indipendentemente da quanto guadagnino. Allora gli chiederei gentilmente di spiegare meglio quale dovrebbe essere, invece, la soluzione adeguata secondo lui.

    - far durare di più le regolari attività didattiche, allungando l’anno scolastico di un altro mese? Ok, è una possibilità ragionevole. Purché fosse un allungamento effettivo delle attività didattiche regolari, per tutti, con frequenza obbligatoria anche per tutti gli alunni, svolgimento del normale programma, interrogazioni, verifiche e compiti, e valutazione finale spostata alla metà di luglio invece che alla metà di giugno. NON una sorta di doposcuola facoltativo, in cui va solo chi ha bisogno di recupero (alle superiori) o chi ha bisogno di parcheggio (alle elementari), e in cui l’insegnante deve fare da intrattenitore e da badante senza potersi permettere il minimo contenuto culturale perché altrimenti i vacanzieri lo perdono. Senza contare che ci sarebbe un altro piccolo problema organizzativo: se la scuola finisce a metà luglio, gli esami finali quando si fanno? Noi personalmente abbiamo finito l’altro ieri. Se fosse tutto slittato di un mese, si sarebbe arrivati alle soglie di Ferragosto. Se poi tu (magari come nemesi storica per vendicare l’ingiustizia di questi mitologici “tre mesi di ferie”) trovi giusto che l’insegnante debba avere a disposizione solo due settimane di pausa, e per di più solo in settimane OBBLIGATE, basta dirlo.

    - altra possibilità: costringere tutti gli insegnanti, sia quelli che fanno esami che quelli che non li fanno, sia quelli che fanno corsi di recupero sia quelli che non li fanno, a stare a scuola comunque un mese in più, anche quando non hanno studenti e non hanno nulla da fare, per il solo obbligo morale di dare una soddisfazione psicologica a chi fa altri lavori. Se si pensa che sia utile e costruttivo, si accettano volentieri argomentazioni e motivazioni adeguate :)

    Lisa

  7. Paniscus scrive:

    Ah, aggiungo una cosa: che i corsi di recupero siano un carrozzone arrangiaticcio con regole confuse, è possibile (innanzi tutto perché sono un’invenzione recente che in passato non c’era, e poi perché oggettivamente non ci crede nessuno, sanno tutti che sono inutili, e che si devono fare solo per obbligo)… ma per gli esami di stato, forse non ti è chiaro che dare la disponibilità è obbligatorio.

    In questo senso, non è affatto corretto vederli come una sorta di “straordinario”. Lo straordinario dovrebbe essere un lavoro che si fa in più, su base volontaria, dopo aver esaurito tutte le richieste di quello obbligatorio.

    Ma a scuola non è che io possa scegliere, “se ho voglia, chiedo di fare gli esami come straordinario per guadagnare un po’ di più, ma se non ne ho bisogno, chi se ne frega e me ne vado al mare“. Se sei “di turno” come materia di commissione interna in una classe tua, lo sai fin dall’inizio dell’anno, che ti tocca di sicuro… ma se non sei impegnato con le classi tue, possono chiamarti per fare il commissario esterno in qualsiasi altra scuola. Poi non tutti vengono effettivamente chiamati, ma chi viene chiamato ci DEVE andare (a meno di non fare il furbo e darsi malato, ma quella è un’illegalità, e non la regola)… non è che può scegliere di rifiutare perché per quell’anno non gli interessa e preferisce andare in vacanza.

    Per cui, è effettivamente previsto che tutti diano obbligatoriamente la disponibilità e la reperibilità per “lavorare un mese in più”, ma che poi alcuni lo facciano davvero e altri no (e in qualche caso, che vengano a saperlo solo all’ultimo momento, se devono andarci o no, non è che possano programmarsi allegramente le ferie prima, o roba del genere). Quindi, non ci trovo assolutamente nulla di sbagliato se quell’impegno EFFETTIVO in più viene pagato.

    Lisa

  8. Paniscus scrive:

    In ogni caso, il problema dei corsi di recupero si risolverebbe semplicemente prendendo atto che sono assolutamente inutili (oltre che snervanti e umilianti sia per i docenti che per gli allievi) ed eliminandoli del tutto. Ammetto molto di più un minimo di utilità dei corsi di recupero (o sportelli di sostegno didattico facoltativi) DURANTE L’ANNO, mentre il corso normale dura ancora, e c’è un feedback continuo con lo svolgimento del programma. Ma un modulino concentrato di una settimana alla volta, in pieno luglio, è garantito che non serve a nulla…

    L’argomentazione che “poi non è giusto che le famiglie debbano ricorrere alle ripetizioni private a pagamento” non regge.

    Innanzi tutto perché nella maggior parte dei casi ce li mandano lo stesso, a ripetizioni private (proprio perché quel corso non serve a nulla); e poi perché la stragrande maggioranza delle insufficienze si risolverebbe semplicemente mettendosi a studiare, senza bisogno di lezioni apposite di recupero né statali né private.

    Lisa

  9. roberto scrive:

    carissima,
    ti pregherei in futuro di leggermi dando per scontato che
    1. non ho nessuna antipatia per gli insegnanti (d’altronde mia madre, mia zia, i miei suoceri erano tutti insegnanti, e messi da parte i suoceri, voglio bene a mammà e zia e le ho sempre ammirate per il lavoro che facevano)
    2. non ho nessuna antipatia per le vacanze, anzi
    3. non ho nessuna invidia per le condizioni di lavoro di nesuna categoria di lavoratori (a parte forse per i calciatori) perché sono arcicontento di quello che ho.
    quindi le considerazioni sulla “insofferenza viscerale” per le interruzioni della didattica e per il fatto che gli insegnanti “abbiano troppe vacanze” sono del tutto fuori luogo (e francamente anche un po’ irritanti visto che non è la prima volta che te lo dico ma vabbé…).

    la mia antipatia viscerale sta invece per il fenomeno curioso per il quale
    a) gli insegnanti si considerano una categoria particlarmente sfigata
    b) nessun insegnante ha mai provato a spiegare in maniera appena un po’ scientifica perché “questi mitologici “tre mesi di ferie”” sono mitologici.
    c) di fronte a qualsiasi considerazione su ferie, stipendi, valuatzione & co, la risposta è sempre, comunque ed immancabilmente “no, non è vero che facciamo 3 mesi di ferie, l’interlocutore ce l’ha con gli insegnanti”

    questi due dogmi e la risposta c) mi stupisco soprattutto da parte di chi pretende giustamente che ogni questione sia misurata con criteri scientifici.

    nel merito, si, penso che aumentare un pochino la durata della scuola non sarebbe poi un’idea cosi’ orribile (giusto per fare un micro esempio, dalle mie parti la scuola quest’anno è finita il 6 luglio e riprenderà il 4 settembre. per venire incontro alle tue preoccupazioni sugli esami finali, per le classi all’ultimo anno la scuola finisce effettivamente un mese prima per fare gli esami. poi tutti liberi a partire dal 6 luglio) . penso poi che sarebbe bellissimo se gli insegnanti avessero un loro ufficio personale a scuola e lavorassero li’ (ti immagini il posto che libereresti a casa se tu avessi un ufficio?). Infine sarebbe meraviglioso se si provasse a fare un sistema di valutazione serio del lavoro degli inseganti (e serio intendo non lasciato al quindicenne brufoloso di turno, che magari ha un “conflitto di interesse” ad avere un certo tipo di insegnante piuttosto che un altro)

    mi pare di capire dalla tua risposta (“Poi non tutti vengono effettivamente chiamati”)che avevo ragione sul la parziale contraddizione fra le affermazuon 1 e 4 del mio post = alcuni fanno effettivamente almeno un paio di mesi di vacanza, buon per loro!

    ciao
    roberto

  10. roberto scrive:

    Miguel,
    non ho capito la prima somma
    “tutto quello che ti entra in un anno di lavoro”
    che vuoi dire?

  11. Paniscus scrive:

    Roberto:

    visto che il discorso è comunque interessante, risponderò con un post a parte.

    Per il momento mi preme di precisare una cosa sola: non mi risulta che sia vero che gli insegnanti lamentino di essere una categoria eccezionalmente più sfigata di altre, in assoluto.

    Semmai è vera un’osservazione un po’ diversa: che gli insegnanti lamentino (e a mio avviso, con ragione) di dover vivere in uno stato di tensione continua tra la loro effettiva situazione (moderatamente sfigata, ma accettabile)… e il continuo martellamento sociale di accuse, invidie, disprezzo, risentimento e invettive di chi li accusa di essere dei vergognosi privilegiati, senza avere la più pallida idea di come vivano e come lavorino davvero, e di quali impegni abbiano davvero.

    Non ho difficoltà ad ammettere che altre categorie professionali conducano vita più faticosa e più “sfigata” della mia. Però non mi risulta che sia altrettanto diffusa un’abitudine sistematica alla denigrazione in blocco della categoria intera, acquisita come dato di fatto automatico da parte di chiunque… e con chiunque che ritiene di poter pontificare su come si svolga un certo lavoro e su come vivano le persone che lo fanno, solo per esserne stato “utente”. Che so, hai mai sentito una tale carica di sarcasmo e di rancore contro gli infermieri? O contro le commesse? Io francamente no…

    Lisa

  12. Paniscus scrive:

    Ah, aggiungo un dettaglio: siccome noi (anche quelli che non fanno esami e non fanno corsi di recupero) siamo comunque in servizio obbligato fino al 30 giugno e a partire dal primo settembre, quale sarebbe esattamente la differenza con la situazione che descrivi tu, in cui l’interruzione effettiva è dal 6 luglio fino al 4 settembre? A meno che tu non intenda che dopo il 6 luglio gli insegnanti abbiano ancora un carico di attività da fare anche senza studenti, cosa che non so…

  13. roberto scrive:

    la differenza è che da noi il “servizio obbligato” fino al 6 luglio vuol dire che stai in classe a far lezione. giugno è un mese di lezioni normali.

    sulla denigrazione sistematica, anche li’ non credo che sia tanto diversa rispetto a quella che colpisce tutti i dipendenti pubblici (e detto fra noi, che dovrei dire io che faccio l’eurocrate? la quantità di stronzate che leggo sul mio lavoro credo che raggiunga vette ineguagliate, con conseguenze anche serie, tipo decine e decine di macchine vandalizzate sulla base della leggenda metropolitana che gli eurocrati non pagano le multe e gente che a bruxelles è stata aggredita nel metro*).

    Comunque, sono sostanzialmente d’accordo con te sull’aspetto denigrazione ed è proprio questa la ragione dell’irritazione che provo! siete denigrati? beh, rispondete con argomenti ben fondati, non limitandovi a una specie di difesa di classe “non è vero, nessuna ci ama, lavoriamo come dei matti”

    come pure sono d’accordo sul fatto che le critiche vengono spesso da chi non ha idea di cosa sia il lavoro dell’insegnante

    ciao
    roberto

    *a proposito la commissione ha ufficialmente sconsigliato ai propri funzionari di girare al di fuori dei locali con il badge al collo, cosa che fino a poco tempo fa tutti facevano senza pensarci troppo visto che all’interno dei locali c’è l’obbligo di portarlo.

  14. Paniscus scrive:

    Sempre per Roberto, scusa, c’è un dettaglio che non capisco nella descrizione che fai tu: se le classi dell’ultimo anno finiscono un mese prima per fare gli esami, in quel mese chi è che fa lezione nelle altre classi, se gli insegnanti (magari non tutti, ma una buona parte) sono impegnati con gli esami? In Italia non sarebbe possibile. Come farei a fare lezione a fine giugno o ai primi di luglio, che so, in terza o in quarta, se contemporaneamente sono impegnata con gli esami delle quinte, e magari non sono impegnata nemmeno nella stessa scuola, ma faccio il commissario esterno altrove? Non è che gli insegnanti delle quinte lavorino SOLO nelle quinte, eh…

    Lisa

  15. Roberto scrive:

    Giusta osservazione per la quale non ho risposta, cerco di informarmi al ritorno. Posso dirti con sicurezza che mia figlia ha finito 6 luglio e che la maturità è iniziata a giugno e finita pure il 6 luglio. Ora è vero che mia figlia fa la terza elementare ma mi parrebbe curiosi se quelli delle secondarie finissero un mese prima delle elementari. Indagherò e ti farò sapere

    • Paniscus scrive:

      ma mi parrebbe curiosi se quelli delle secondarie finissero un mese prima delle elementari.

      Esiste anche la possibilità che sia effettivamente così, perché la scuola elementare è inevitabilmente vista come un parcheggio necessario ai genitori, che devono pur piazzare i figli da qualche parte mentre lavorano… mentre di questo aspetto, di colpo, non frega più niente a nessuno non appena i ragazzi sono abbastanza grandi da essere lasciati a casa soli :)

      In ogni caso, ti invito a schiodarti per un attimo dalle “sovrastrutture” lussemburghesi e tedesche acquisite in età adulta, e a ritrovare le tue radici di italiano meridionale, per giudicare che razza di applicabilità pratica avrebbe l’idea di tenere i bambini in classe fino al 6 luglio nel pieno del Mediterraneo.

      A mio avviso, ci sarebbero province intere in cui non ce li manderebbe nessuno, al grido di “poveri cocchi, che mostruosità, fa caldo e si stancano troppo!”

      Lisa

  16. Roberto scrive:

    Beh qui la questione parcheggio proprio non esiste visto che tutti i bambini hanno posto nelle cosiddette maisons relais o strutture simili ( è un paese civile il granducato). Il problema del “parcheggio” ècomnque un problema serio, del quale certo la scuola non deve farsi carico, ma che non merita l’ironia con il quale viene stigmatizzato. Ti immagini una coppia di persone che ha solo un mese di ferie in estate? Come cavolo fanno se non hanno i nonni a disposizione. Ferie separate? Sul cicciobellismo dei genitori italiani non mi pronuncio, mi limito ad osservarlo con divertita compassione

  17. MOI scrive:

    @ ROBERTO

    Spunto di riflessione sul perché il Popolo Europeo non può che odiare quel Loggione Massonico della UE :

    “Il calibro è determinato, 1° dalla lunghezza del frutto, espressa in centimetri e misurata lungo la faccia convessa, dal punto in cui il peduncolo si inserisce sul cuscinetto fino all’apice; 2° dal grado, cioè dallo spessore, espresso in millimetri, di una sezione trasversale del frutto praticata tra le facce laterali e nel mezzo del frutto stesso, perpendicolarmente all’asse longitudinale. Il frutto di riferimento che serve a misurare la lunghezza e il grado è il seguente: il frutto mediano, situato sul lato esterno della mano: il frutto che si trova accanto al taglio con cui è stata sezionata la mano, sul lato esterno del frammento di mano. La lunghezza minima e il grado minimo sono fissati rispettivamente a 14 cm e 27 mm”.

    Cfr.: regolamento europeo n. 2257/94 che descrive i parametri obbligatori della banana

    (segnalato dalla rivista “Tradizione Famiglia Proprietà nel mondo”, giugno 2012).

    … questo per loro è molto più importante di un futuro di dignità per centinaia di milioni di giovani !

    • roberto scrive:

      Carissimo,
      non mi pare che questa riflessione sia particolarmente pertinente, ma con il permesso della padrona di casa rispondo.

      1. c’hai una fissa con i massoni. non è grave, ma giusto mi piace fartelo notare.
      2. il regolamento 2257/94 NON descrive i parametri OBBLIGATORI della banana: si tratta di parametri di qualità. Non ci credi? basta mettere il numero su google e trovi il regolamento, cosa che il pigro pennivendolo della rivista avrebbe potuto fare
      3. norme di questo tipo sono probabilmente ridicole. ma meglio (o meno peggio) una norma UE ridicola o 27 norme nazionali ridicole (o 2365 norme che l’industria si impone)? perché forse la cosa che sfugge al pennivendolo e ai suoi affezionati lettori è che norme di questo tipo sono sempre esistite a livello nazionale (a scopo puramente protezionistico, ovviamente).
      4. il problema della UE non è il regolamento 2257/94, ma i giornalisti pigri, quando non in malafede, i lettori boccaloni ed una clamorosa incapacità di capire come fare efficacemente informazione su quello che si fa a bruxelles e di debunkare quello che giornalisti pigri e/o in malafede scrivono (intendiamoci, ci sono problemi infinitamente più seri di “Tradizione Famiglia Proprietà nel mondo”, ma l’incapacità di comunicare mi sorprende sempre)

      per curiosità, qui trovi un tentativo di risposta ad una serie infinita di corbellerie pubblicate sulla stampa inglese
      http://ec.europa.eu/unitedkingdom/blog/index_en.htm

      credo che confermi in pieno la mia impressioneche non sanno comunicare, pure quando ci provano

      at salud
      roberto

  18. roberto scrive:

    “mi parrebbe curioso se quelli delle secondarie finissero un mese prima delle elementari.”

    ho appena ricevuto il calendario dell’anno 2012-2013 ed è propro cosi:

    pimarie: iniziano il 4 settembre 2012 e finiscono il 5 luglio 2013

    secondarie: iniziano il 4 settembre 2012 e finiscono il 24 giugno 2013, quando iniziano gli orali della maturità (gli scritti si fanno prima evidentemente) e tutto termina il 5 luglio con la proclamazione dei risultati (l’ultimo giorno di scuola è una finta, inizia alle 8.30 e finisce alle 9.30).

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