Il pesce supercentenario

Per la piccola comunità sparsa (sparsa su tutto il pianeta, ma pur sempre piccola) che si diletta di statistiche curiose sulla longevità estrema, una certa malinconia è inevitabile compagna di strada: la maggior parte degli aggiornamenti sul tema, fatalmente, consiste nella notizia di qualche commiato.

Un commiato più che ragionevole di fronte agli individui, ma a volte disturbante al cospetto della storia, che si vede strappare inesorabilmente gli ultimi appigli di testimonianza diretta di mondi che sfuggono.

Nel giro di pochi mesi, gli appassionati del tema hanno detto addio, ad esempio, a Frederica Sagor-Maas, sceneggiatrice di Hollywood tosta e anticonformista, abbastanza vecchia da aver fatto in tempo a lavorare nel cinema muto;  a Florence Green, ultima veterana documentata della Prima Guerra Mondiale; a Leila Denmark, medico pediatra che ha avuto la soddisfazione di avere in cura non solo i figli dei suoi ex pazienti, ma addirittura i bisnipoti; alla simbolica doppietta italiana composta da Giovanni Ligato, comunista da quando ancora il Partito Comunista non c’era, e da Giuseppe Mirabella, che ha pensato bene di aderire a Forza Italia quando era già ultranovantenne.

Tuttavia, per questa volta, ci prendiamo la soddisfazione di salutare una nascita: quella del Pesce d’Aprile Supercentenario, un genere letterario e mediatico nuovo di zecca, che ce la mette tutta per ravvivare l’ambiente.

Giungono infatti, in contemporanea, le segnalazioni di due articoli della stampa locale siciliana, uno su un’edizione locale del Corriere del Mezzogiorno e l’altro addirittura sulle pagine palermitane di Repubblica. In essi si rivela l’esistenza della signora Domenica Mancuso, detta Nonna Mimma, nata il 23 dicembre 1899 e mai conosciuta finora dai demografi né dai media. A 112 anni e tre mesi, sarebbe diventata nei giorni scorsi la Decana d’Italia, dopo la morte della precedente detentrice del primato, la 114enne Ramona Urri di Sassari. Le scarne notizie sulla supernonna mostrano una rassicurante somiglianza con quelle usuali sulle sue consimili:

Domenica è nata a Capizzi, un paesino dei Nebrodi, nel Messinese, il 23 dicembre 1899, e, all’età di 20 anni si è trasferita a San Filippo del Mela, dove ha vissuto con il marito Calogero (morto nel 1992) e dal quale ha avuto quattro figli: Annamaria, Oreste, Pietro e Riccardo. Ha lavorato tantissimi anni come sarta nella bottega ricavata al pianterreno della casetta di contrada Cattafi, dove da più di 90 anni abita.
E’ ancora piuttosto lucida, mangia di tutto e va matta per il peperoncino. Ama tantissimo i dolci siciliani. E’ stata festeggiata, come la più anziana d’Italia, dal sindaco Giuseppe Cocuzza e dai parenti. “La signora Mimma – ha detto il primo cittadino – dimostra come solo una vita e un’alimentazione sane possano far raggiungere certi traguardi”.

Vita semplice, lavoro artigianale, lungo matrimonio felice e bella famiglia, amore per la buona tavola, piccole soddisfazioni innocenti, e felicitazioni ufficiali del sindaco: il curriculum è pronto e confezionato. Nel giro di pochi giorni l’articolo, sempre identico a se stesso tranne che per piccole mutazioni casuali, si conquista più di cento citazioni e riproduzioni indipendenti su Internet, oltre a quelle eventuali sulla stampa cartacea, di cui non siamo al corrente.

La probabilità che un collezionatore di supercentenari possa essere contemporaneamente anche un militante scettico è piuttosto bassa; ma d’altra parte, tali esemplari non saranno addirittura più rari dei supercentenari stessi. E, come i supercentenari, di solito sono donne.

Per cui, la sospettosa va a inserire su Google qualche spezzone a caso dell’articolo, e risale a questa straordinaria coincidenza: la supernonna siciliana, addirittura la più anziana in assoluto del piccolissimo drappello ottocentesco ancora in vita in Italia, avrebbe avuto quattro figli con gli stessi nomi in sequenza riportati per i figli di Stella Nardari Vecchiato, supercentenaria veneta defunta in febbraio, che è stata effettivamente la persona più vecchia d’Italia.

Secondo uno o due articoli presi a caso, tra i numerosi scritti su Stella Nardari (che, a differenza della Mancuso, è stata molto nota ai media per diversi anni), perfino il loro giorno di nascita, il 23 dicembre, sarebbe lo stesso, anche se con un anno di differenza. Di entrambe ci si premura di specificare che fossero “ancora piuttosto lucide“,  “golosissime di dolci“, ed entrambe sono state debitamente festeggiate dal sindaco del proprio Comune.

Ultimo dettaglio interessante: nell’ambiente di chi si occupa del tema, nessuno aveva mai sentito nominare nemmeno la fantomatica Ramona Urri, che avrebbe superato i 114 anni (caso documentato soltanto tre volte in Italia) e che avrebbe preceduto la signora Mimma nel palmares della longevità nazionale. Considerando che il mito della straordinaria longevità dei sardi è un punto di forza del folklore locale, e che la stampa isolana è attentissima all’argomento, suona quanto meno improbabile che tutti si siano lasciati sfuggire un caso tanto straordinario.

Ma volendo accertarsene meglio, si piazza su un motore di ricerca anche quello, e si trova che l’unica occorrenza esistente di quel nome galleggia in un’emeroteca virtuale spagnola, e riguarda la vittima di una rapina avvenuta a Barcellona nel 1916. Non sarà stata sarda, ma l’ignoto copincollatore si è almeno preoccupato di associare un nome a un’età plausibile.

Beh, la nostra ipotesi legittima l’abbiamo fatta: un buontempone, che peraltro non è un improvvisatore ma segue l’argomento e ne conosce bene il linguaggio tipico, si è divertito a confezionare un comunicato stampa tecnicamente credibile e a inviarlo a qualche redazione locale, casualmente ai primi del mese di aprile.

Resta da capire se abbia utilizzato indebitamente anche il nome del sindaco, e come qualche giornalista si sia procurato le foto di una supervecchietta da record che non si sa se esista, con tanto di figli e parenti.

Ringraziamo comunque la vecchietta-pesce e il suo autore, per aver dato finalmente la botta definitiva per far ripartire questo blog.

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2 risposte a Il pesce supercentenario

  1. Pingback: E’ Siciliana la donna più vecchia d’Italia? No: era un pesce d’aprile e ci siamo cascati anche noi… | StrettoWeb

  2. roseau scrive:

    mai una volta in cui il supercentenario sia stato un vizioso fannullone. come il mito della longevità delle suore. chissà da dove origina. precauzionalmente, fo’ scongiuri :D

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