Il preside a quiz

Da un mese a questa parte, ovvero da quando sono ricominciate le attività scolastiche a pieno ritmo, un visitatore ignaro che fosse capitato in una qualsiasi sala insegnanti in un momento di pausa avrebbe potuto scambiarla, con comprensibile spiazzamento, per un'agenzia di scommesse ippiche.

La collega Anguana Bouganvillea, spumeggiante nei suoi scialletti frivoli:

"Guarda un po' questa, tu quale gli daresti?"

La collega Lamia Ortica, scuotendo voluttuosamente la sua densa nuvola di aura gotica:

"Ah, sì, l'ho vista , secondo me è la C, sarà un'altra di quelle sbagliate."

Ma la prima insiste, scettica: "E l'avrei detto anch'io, ma nella lista delle correzioni non c'era!"

"Non c'era nella prima lista di correzioni, ma forse nella seconda sì.", si intromette il collega Badalischio Maggiociondolo, sornione dietro al giornale spiegazzato.

La collega Erinni Spinodigiuda, ostendendo lo zigomo sdegnoso e battendo a terra con imperio il tacco dodici, gli flauta:

"Ah, ma allora è vero che ti ci stai impegnando anche tu… eh, eh, eh, birichino, volevi tenercelo nascosto, aaahhhh! Ma io l'avevo detto, io, in tempi non sospetti, che saresti stato proprio tu farci le scarpe a tutti!…"

Alla parola scarpe, il nostro getta un'occhiata eloquente al sandalo pitonato, e sceglie il silenzio.

Le due concorrenti più convinte, sottilmente infastidite da chi sembra prendere l'impresa così poco sul serio, riprendono a confrontarsi:

"A proposito, tu a che punto sei con la quarta area?"

"L'ho fatta tutta, ma l'ho fatta venti giorni fa e già non ricordo più niente, che stress…"

"Ma fosse quello, il problema! E' l'area sette che proprio mi rifiuto, sui computer c'ho un blocco mentale, non so che farci!"

"E si sapeva", pensa malignamente qualsiasi ascoltatore casuale, ben abituato a vederla piangere oltraggio e tormento a ogni fine quadrimestre e a ogni pagellino, supplicando l'aiuto dei colleghi per inserire i voti nel sistema informatico della scuola, o in qualche caso addirittura precettando un alunno per l'imbarazzante lavoro.

"O questa, invece? L'avresti detto che la data giusta era il 1962?"

"Il sessantadue? Ma non è possibile, è il mio anno di nascita!"

"E tanto è inutile raccontarcela, non la passeremo mai, la prova, ci buttano fuori subito…"

"Dai, dai, non disperare, piuttosto dimmi che te ne pare di quest'altra qui, la 96. Ma che c'entra con quello che dovrebbe sapere un preside?!!"

"E che vuoi che c'entri, nulla, assolutamente NULLA; come tutte le altre!
Facevano meglio a sorteggiare!…"

Tra le altre comparse significative della singolare commedia, può affacciarsi ogni tanto il collega Munaciello Salice, supplente annuale da vent'anni su tre o quattro classi di abilitazione diverse, al quale non importa nulla di diventare preside, ma che si è tanto sbattuto a firmare petizioni perché il concorso fosse aperto anche ai precari, che adesso deve tentarlo per forza;

oppure la collega Viverna Ginestra, che prima di passare all'insegnamento ha lavorato per anni in un'azienda privata, e che da allora passa il tempo a rimpiangere quel maggico clima di produttività manageriale che sogna di ritrovarsi soltanto da dietro una scrivania da dirigente;

o eventualmente, di striscio, anche il tecnosciamano Tritone Corniolo, che per la verità, a sgomitare per un incarico di preside sarebbe adattissimo, visti i suoi anni di esperienza come vicario e le sue indubbie capacità di trasformismo diplomatico, ma che non ha mai ammesso né negato pubblicamente di essersi iscritto alla prova preselettiva: ufficialmente, perché deve fare la figura di quello al di sopra delle parti, e soprattutto perché una eventuale promozione a dirigente scolastico gli spazzerebbe via la frenetica attività che svolge nella sua libera professione fuori di scuola, e quindi tanto vale tenere il profilo basso.

In definitiva, sembra che questi quiz li stiano preparando tutti, chi in sordina e chi in chiaro. Ad ammettere di non aver presentato domanda, e di non aver nemmeno provato la curiosità personale di scaricarsi il librone delle cinquemila domande-e-risposte, circa mille delle quali completamente da buttare, si fa la figura del rinunciatario, imbelle, e obsoleto senza speranza. I dirigenti scolastici a quiz sono il futuro, no?! Chi rivela trasparente disinteresse, osservando divertito i frenetici colleghi spuntadomande come un antropologo studierebbe una tribù amazzonica contattata di fresco, ci manca poco che non venga nemmeno creduto. "Ma come, davvero non provi? Ma non lo sai che è quasi sicuramente l'ultima occasione che abbiamo? E allora sei pure incosciente! Cosa ti costava impegnarti un po' anche tu? "

Eppure, c'è un motivo semplicissimo dietro a quelli come me.

Che qualche insegnante, il mestiere di preside, non lo voglia proprio fare.

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