Antonio Santoni Rugiu (1921 – 2011)

Chiunque abbia a che fare con la scuola e con l'educazione, e chiunque creda ancora al loro valore etico e civile, si soffermi un attimo, in silenzio che basta a se stesso, a dedicare un saluto ad Antonio Santoni Rugiu.

Era nato nel 1921, e aveva quindi novant'anni precisi. Una delle sue ultime interviste rese pubbliche, pochi mesi fa, lo mostrava inesorabilmente fragile e arreso, ma chi ricerca fonti e informazioni con un po' di attenzione in più ai dettagli noterà che scriveva assiduamente fino a un paio d'anni fa, e che la pubblicazione fittissima dei suoi libri più significativi è curiosamente compattata negli ultimi dieci anni. Quante di queste siano state opere originali sottoscritte in tempi recenti, e quali invece fossero riedizioni di studi e ricerche compiute in passato, non posso saperlo: ricordo solo di aver scoperto per caso, circa cinque anni fa, uno dei suoi lavori, "Maestre e maestri, la difficile storia dell'insegnamento elementare", e di essermi vergognata, da insegnante, di non aver mai sentito parlare di lui prima di allora.

Antonio Santoni Rugiu è stato un pedagogista, sì, ma soprattutto uno storico dell'istruzione. La comprensione illuminante di come siano andate le cose, schiette, nell'arco di qualche secolo, la percezione del come e del perché la scuola pubblica italiana abbia assunto proprio certe forme e non altre, e di come avrebbe potuto essere se non fosse andata così, l'ho colta tutta nei suoi testi, e non certo in qualche manuale di preparazione ai concorsi, o tantomeno in qualche solenne e vacuo corso di aggiornamento.

E inoltre, Antonio Santoni Rugiu è stato anche un militante, abbracciando questa semplice evidenza quando ancora non sembrava una parolaccia, e riuscendo a portarsela addosso integra per tutta la sua lunga vita, senza che gli stonasse mai. Credeva nell'indipendenza e nella laicItà della scuola pubblica, quella per tutti e di tutti, e nella sua libertà.

Parevano cose banali?

Già, perché oggi pare quasi brutto, essere tanto lucido ed efficace a spiegare dei fatti, a un interlocutore che ti ringrazia commosso, senza tuttavia far finta di essere un revisore asettico, e senza sognarsi di nascondere la propria idea forte, visto che c'è. E pare ancora più anomalo che un quasi novantenne, che nei suoi tempi migliori ha studiato tanto e scritto di tutto, passi gli ultimi anni di vita a riordinare e a ripubblicare scrupolosamente quello che aveva fatto, in modo che vi abbia accesso chiunque ne sia interessato.

Ma li chiamano maestri apposta, mica è da tutti.

———————-

Aggiunta (5 ottobre) :

vagando per la rete in cerca di maggiori dettagli sul personaggio, ci si può imbattere nell'annuncio della scomparsa, avvenuta nel 2009, di un signore di nome Paolo Santoni Rugiu, di qualche anno più giovane ma della stessa generazione, di professione medico, con alle spalle una lunga storia di impegno in aree del terzo mondo, e negli ultimi anni chirurgo volontario per Emergency, in regioni di guerra.

Qualcuno può confermare la ragionevole ipotesi che i due fossero fratelli
Dalle informazioni in rete non ci si arriva, ma sarebbe plausibile.
 

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5 risposte a Antonio Santoni Rugiu (1921 – 2011)

  1. utente anonimo scrive:

    Ma le sue idee di laicità, soprattutto a scuola, erano monodirezionali contro la Chiesa oppure diventava relativista invocando a scuola il diritto agli hijab islamici (magari addirittura niqab ?) e alle mense halal per scrupolo terzomondista verso i musulmani ?

    Te lo chiedo perché secondo me la scuola non dovrebbe concedere deroghe circa la propria laicità ad alcuna religione.

    … Giusto, no ?

    Moi

  2. paniscus scrive:

    Francamente, ignoro se il nostro si sia mai espresso sull'argomento, dato che la maggioranza dei suoi lavori è di taglio storico, e si concentra su periodi in cui il problema ancora non c'era.

    In ogni caso, non credo di aver mai nascosto come la penso io: la laicità della scuola e la laicità degli individui sono due cose diverse. La questione della singola persona che porta un velo non ha assolutamente nulla a che fare con l'esposizione di simboli religiosi in classe o l'insegnamento di contenuti esplicitamente confessionali da parte dell'istituzione.

    Lisa

  3. utente anonimo scrive:

    Ma una volta, attaccato ai muri, non c'era crocifisso + ritratto del presidente della repubblica ?
     
    … perché il secondo è sparito ? Quando ?

    MOI

  4. utente anonimo scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=J3IYpz-q7k0

    Quelli eran Giorni … e sul muro c'erano entrambi !

    MOI

  5. utente anonimo scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=J3IYpz-q7k0

    Quelli eran Giorni … e sul muro c'erano entrambi !

    MOI

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