Kate Omoregbe e la stampa lapidaria

Da almeno quattro o cinque giorni, in più punti della rete, si parla con curiosità critica del caso di Kate Omoregbe, cittadina nigeriana detenuta in Italia, che sarebbe sul punto di essere rispedita al suo paese, ove (pur senza essere accusata di alcun reato) rischierebbe la lapidazione per barbare questioni patriarcali e tribali.

Sull'improbabilità dell'affermazione di cui sopra si è elaborato abbastanza, ad esempio qui o qui.

Il fatto che da quattro o cinque giorni si siano sollevate obiezioni ragionevoli, appunto, in svariati luoghi della rete, pubblicamente accessibili a chiunque, non ha impedito ad autorevoli organi di stampa nazionali, come Repubblica, di ripubblicare pari pari la versione originaria dell'appello strappalacrime e politicamente corretto, come se fosse un comunicato stampa standardizzato, senza lasciarsi sfiorare dal benché minimo dubbio critico.

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