Come finire sul giornale aggràtise

Se non è una boutade deliberata come quella discussa ieri, pare che il consiglio municipale del comune di Goito, in provincia di Mantova (la stessa del coro parrocchiale di Ceresara, per inciso) abbia varato a maggioranza una delibera in cui si stabilisce di ammettere all’asilo pubblico comunale soltanto "bambini che provengono da famiglie che accettano l’ispirazione cristiana della vita".

Ripeto: all’asilo PUBBLICO e COMUNALE.

Non è chiaro se, nell’illuminata testa dei deliberanti, l’obiettivo concreto fosse quello di escludere gli stranieri scomodi, o piuttosto quello di escludere le famiglie italiane, ancora più scomode, intenzionate a non iscrivere i figli all’ora di religione.

Quello che è certo, certissimo, è che il provvedimento è incostituzionale, che al primo ricorso sarebbe sconfitto con vergogna e pernacchie, e che (prima ancora che arrivi un ricorso), nel giro di due giorni sarà ritirato in bell’ordine.

Ma intanto un po’ di pubblicità se la sono fatta, ed esiste perfino il caso che qualche ammiratore lo trovino.

Scusate l’estrema sintesi, sto scappando per recarmi a iscrivere mio figlio per il prossimo anno alla scuola materna.

Comunale, laica, e con splendide attività alternative per chi non segue religione.

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8 risposte a Come finire sul giornale aggràtise

  1. utente anonimo scrive:

    Cioe’ mi son perso qualcosa o stai dicendo che fanno RELIGIONE ALL’ASILO!?!?!?
    mi vien sempre meno voglia di tornare…

    Luke

  2. utente anonimo scrive:

    E’ dal 1986 che si fa religione all’asilo, da quando l’IRC è stato riformato a seguito del nuovo concordato…

    E’ stata la merce di scambio che si è dovuta ingoiare per il fatto che la materia fosse diventata facoltativa in tutti gli ordini di scuole: siccome si aspettavano che gradualmente alle medie e alle superiori le iscrizioni sarebbero crollate, allora si è pensato bene di raddoppiare l’ora che c’era già alle elementati (prima era una sola, adesso sono due) e introdurla anche alla materna dove non c’èera mai stata.

    Simpatico, no?

    Lisa loggata da altrove

  3. utente anonimo scrive:

    Lo scorso novembre ho partecipato all’assemblea di sezione e ho conosciuto l’isegnante di religione della scuole materna statale che frequenta mio figlio (noi abbiamo scelto di non avvalerci)…
    quale il suo programma con i bambini? "ma …cioè, non so ancora bene perchè mi devo organizzare…comunque parleremo dell’amicizia, abbiamo già fatto il grappolo d’uva dell’amicizia, e ovviamente parleremo del grande amico che è gesù e della festa di natale…ora scappo che devo andare nell’altra sezione" mi è parsa approssimativa e molto poco preparata… ma vabbè, ogni insegnante è diverso.
    ora alternativa con le insegnanti di sezione "anche noi parleremo di amicizia e di differenze, d’altra parte i bambini sono abituati a vedere le differenze ogni giorno…in particolare lavoreremo a partire dalla storia piccolo blu e piccolo giallo di lionni." (l’anno precedente avevano lavorato con elmer l’elefante).
    tra i lavori in esposizione, consultabili liberamente dai genitori, nell’angolo di religione/ora alternativa ho anche visto il volumetto fatto dai bimbi sulla creazione!
    e infine gesù… una mamma mi ha raccontato che suo figlio è andato avanti mesi con la storia di gesù poverino messo a morire nella croce in questo modo qui (e mimava la persona crocifissa e morente). per ora noi siamo al gesù che non c’era posto in prigione e allora degli uomini cattivi l’hanno legato a una croce nel deserto del marocco (come ci ha riferito l’amica che frequenta religione).
    Poi mi sento dire da una mamma che è un peccato non farli frequentare l’ora di religione, " e perchè poi? sono così piccoli, e poi parlano di amicizia e stanno insieme…è così bello?" ci è rimasta malissimo quando le ho detto che dal mio punto di vista era molto importante poter scegliere e che secondo me la scuola pubblica doveva essere laica.
    Scusa la lunghezza, complimenti per il blog, che seguo regolarmente anche se non commento.
    Ciao
    celeste

  4. paniscus scrive:

    Celeste: anche a me è capitata una cosa molto simile. Durante l’assemblea di presentazione della programmazione didattica della scuola, a un certo punto intervenne anche l’insegnante di religione (attività che comunque mia figlia non segue, e che non seguirà nemmeno il secondo), a presentare le linee generali del proprio lavoro.

    Ho avuto esattamente la stessa senzazione che descrivi tu: una ragazzotta entusiasta, zelante, in perfetta buona fede, di indole affettuosa e per nulla rigida o bigotta, ma di una semplicità che rasenta l’ottuso, e di una cultura generale quanto meno… "approssimativa".

    Alla riunione, l’unico concetto molto chiaro che lei si sbracciava a ripetere con insistenza era questo: che non c’era da temere un eventuale insegnamento troppo impegnativo, "…perché non si fa mica catechismo, per carità, si parla solo di valori etici positivi come la pace, l’amicizia e la fratellanza". 

    In pratica, un patetico messaggio trasversale da tradursi letteralmente così: "non abbiate paura dell’indottrinamento, tanto è tutta una roba talmente all’acqua di rose che i ragazzini non si accorgeranno nemmeno di fare religione! Quindi, via, anche se non siete credenti, provate a fargliela fare lo stesso, che non vi costa nulla!"

    Per curiosità intervenni e chiesi come mai quei valori (pace, fratellanza, eccetera) dovessero essere considerati materia specifica della religione cattolica… e perché non potesse trasmetterli anche una qualsiasi altra delle insegnanti di classe, nelle attività che si fanno nelle ore curricolari normali.

    La ragazza cascò dal pero e rispose: "Ma perché, che c’è di strano? Lei pensa che non sia vero, che la religione cattolica comprenda anche quelli?"

    Ripetei la domanda precisando meglio che l’implicazione era rivolta nel verso opposto: non le stavo affatto chiedendo "perché mai il cattolicesimo dovrebbe includere anche pace e fratellanza?"… ma "perché mai pace e fratellanza dovrebbero essere presentati come roba solo da cattolici" che è ben diverso.

    Nonostante mi sia stata data la possibilità di chiarire nuovamente la domanda almeno fino al terzo tentativo, non ci fu verso: continuava a rispondere che era ovvio, nel senso che diceva lei, senza aver minimamente capito la diversa sfumatura della mia richiesta.

    Evidentemente si tratta di una persona talmente immersa in un clima culturale di accettazione serafica delle "istruzioni ufficiali" e delle risposte stereotipate, e talmente poco abituata a sentir fare domande logiche un po’ più stringenti, che veramente non capiva la mia obiezione.

    Ottimo motivo in più per voler tenere i propri figli alla larga da educatori come questi, per quanto mi riguarda!

    ciao
    Lisa

  5. utente anonimo scrive:

    religione all’asilo? grazie per avermi dato un altro argomento quando mi chiedono come mai nonho la minima nostalgia dell’italia

    roberto

  6. utente anonimo scrive:

    oddio oddio odddio mi sento sempre peggio
    il prossimo anno mio nipote va alle elementari, esonerato da religione, si tratta di vedere se lo mettono da solo fuori della classe come pure è accaduto ad altri
    marina, preparandosi alla battaglia

  7. utente anonimo scrive:

    Fate tanto gli intellettuali, ma non riuscite a capire una cosa semolicissima :

    La società non sopporta il vuoto dei simboli e quindi di valori : scacciate la croce e a sostituirla sarà la falce e martello, o la svastica o la mezza luna o … chissà cos'altro, con quei "valori" lì  !

    Angie

  8. utente anonimo scrive:

    semplicissima

    Angie

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