(H)abete fiduciam

Ormai lo sappiamo, e non ci caschiamo più: di un Presidente del Consiglio che racconta barzellette su negri, ebrei e donne bruttine, o di un Presidente della Camera che si compiace di proferire parolacce trasgressive davanti ai ragazzini, nemmeno fosse l’ultimo pretonzolo di Comunione e Liberazione degli anni ottanta, a parlarne male sono buoni tutti, e la speranza di dire qualcosa di originale è drammaticamente scarsa.

Per tener viva la nostra galleria di freaks politici, con un minimo di ricaduta socialmente utile, quindi, preferiamo monitorare qualche promettente personaggio minore.

A Luca Volonté, ardito bioeticista alternativo, a Elena Donazzan, cacciatrice e plagiaria col rosario stretto attorno al suo fucile, a Fabio Roggiolani, damahuriano pranico, e a Luisa Santolini, che nonostante una laurea in biologia e due personali maternità ha ancora qualche dubbio su come nascano i bambini…

…ci pregiamo oggi di affiancare Antonio Nervegna, consigliere regionale PdL dell’Emilia-Romagna, che di sicuro ha altrettante potenzialità per fare strada.

Alla decisione del consiglio comunale di Forlì, resa nota in questi giorni, di non allestire per quest’anno l’abituale albero di Natale nella maggiore piazza storica della città, ma di sostiturlo con altri addobbi composti con materiali di riciclo e implicanti anche un messaggio ambientalista, Nervegna così reagisce perdendo scompostamente il controllo:

"Si tratta a nostro parere dell’ennesima forzatura ideologica laicistica contro le immagini e l’iconografia natalizia che fa il paio con la guerra ai crocifissi ed alla rappresentazione del presepio e della natività in luoghi pubblici che seguono lo stinto obiettivo di indebolire i valori della cristianità e della nostra stessa identità nel nome di un relativismo illuministico già superato dai fatti più recenti e dai fenomeni delle migrazioni religiose (e islamiche) di massa (…) Ancora una volta, anche attraverso queste scelte, apparentemente minimaliste, il centrosinistra forlivese sceglie di azzerare i simboli ormai assimilati alla nostra cultura ed alla nostra storia… forse per meglio lasciare spazio all’ormai inarrestabile invasione musulmana, complimenti!"

Coraggio, riflettiamo:

- l’albero di Natale come simbolo dei valori della cristianità? Ma se questa stessa gente, fino a pochi anni fa, ce l’aveva dura contro gli alberi di Natale, considerati un pericoloso messaggio relativista che stava diabolicamente soppiantando il presepe, a seguito di un astuto stillicidio di colpetti sistematici qua e là?

- l’abete nordico come fortissima tradizione identitaria della provincia di Forlì? Non pervenuto.

- ma soprattutto:
gli addobbi alternativi postmoderni provenienti da riciclo ecologico, come chiara allusione al dominio musulmano prossimo venturo.
E qui non si può far altro che tacere incantati.

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6 risposte a (H)abete fiduciam

  1. dalovi scrive:

    Credo che ormai funzioni all’incirca così. Hai forato una gomma? …colpa dei laicisti filoislamici che contrastano le nostre tradizioni catotliche. Ti hanno licenziato? colpa dei cattocomunisti che riempiono l’Italia di musulmani che vogliono costruire ovunque moschee senza la manodopera locale. Ha vinto le elezioni Berlusconi? colpa degli immigrati. Ecco …siccome l’ultima l’ho davvero udita direi che anche la posizione dei forlivesi ha la sua coerenza.

  2. PinoMamet scrive:

    ‘Sto Nervegna è un coglione fatto e finito
    (nel suo bloggarello si scovano piagnistei contro il sito della Regione Emilia-Romagna, colpevole di avere detto cose "assurde e ributtanti" come che il fondamentalismo sia un fenomeno presente in tutte le religioni e l’emigrazione un fenomeno che è sempre esistito; ma, peggio di tutto, lesivo del culto del sacro Libero Mercato)

    certo che è anche colpa del linguaggio giornalistico-politico, gran forgiatore di falsità ripetute fino a superare la soglia del banale e diventare "vere":
    nel link dell’albero, per almeno tre volte si parla del "tradizionale abete".

    Tradizionale de che??

  3. falecius scrive:

    Suggerisco il cementificio. (cit.)

  4. roseau scrive:

    @Falecius: segheria, piuttosto. Tre mesi a fare il legnaiuolo in Finlandia e gli passa ogni velleità tradizionalista.

  5. utente anonimo scrive:

    La cosa interessante è che gli esponenti, piccoli o grandi, della Lega son divenuti i principali sostenitori delle "tradizioni cattoliche", superando perfino l’UDC. Interessante trasformazione per un partito che aveva cominciato col Dio Po ed i druidi celtici.
    D’accordo che già all’inizio c’era la Pivetti (maior): lei mi pare che poi abbia migliorato il proprio ruolo, la Lega no. Tra l’altro, son costretti ad assecondare BS nelle sue problematiche giudiziarie, senza riuscire ad avere davvero da lui quello che sostengono essere il fulcro del loro programma politico, il federalismo fiscale. Niente male come prova d’incapacità politica: tuttavia vengono votati (vabbè che gli altri…).
    Janko

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