Siamo a cavallo. Anzi, no, siamo a scimmia.

Qualche anno fa, l’impertinente Alan Sokal e il lucidissimo Jean Bricmont, con il loro controverso saggio sulle "Imposture intellettuali", ebbero il coraggio di puntare un dito inflessibile e defintivo contro il più  diffuso, sottile e truffaldino mezzuccio dialettico, prediletto dai venditori di fumo irrazionale.

Ovvero, il vezzo di usare a man bassa termini provenienti dal linguaggio delle scienze esatte, senza preoccuparsi del fatto che siano fuori contesto, e  spesso essendo i primi a non conoscerne il vero significato. Il tutto, con l’intento esplicito di impressionare l’ascoltatore, contando sul fatto che  a maggior ragione non lo conosca manco lui, e che quindi non si accorga del trucco.

Oggi, questo è pane spudorato per i loro denti, nel miglior stile commovente dell’archeoradiestesista che straparla di onde, vibrazioni ed energia magnetica, o del fuffopata che associa gli enzimi pancreatici alle trasmutazioni alchemiche.

L’essere umano porta nel proprio «genoma» la traccia profonda della Trinità, di Dio-amore. Lo ha detto papa Benedetto XVI prima dell’Angelus recitato in piazza S.Pietro, nel giorno che la Chiesa cattolica dedica al dogma della Santissima Trinità. Nell’intento di spiegarne il significato, papa Ratzinger ha detto che «lo possiamo in qualche misura intuire» osservando il «macro-universo», pianeti, stesse e galassie, ma anche il «micro-universo» composto da cellule, atomi, particelle elementari. Usando poi una «analogia suggerita dalla biologia», il papa ha detto che «l’essere umano porta nel proprio "genoma" la traccia profonda della Trinità, di Dio-amore»

Al Benedetto pastore ricordiamo che il  genoma umano, per circa il 98%, è identico  a quello dello scimpanzé o del bonobo

I più cauti dicono 95%, i più estremi dicono 99,5%, ma comunque l’ordine di grandezza è quello: poche unità su cento, forse mezza, forse una, forse quattro o cinque. 

Se il vicario divino è tanto sicuro che l’unicità e la specificità dell’uomo come emanazione profonda della Trinità, distinta da qualsiasi altra creatura vivente, stia scritta nel suo genoma, ecco che siamo a posto.

La percentuale di DNA  veramente unica ed esclusiva dell’uomo è così piccola, che non dovrebbe essere difficile perlustrarla tutta per trovare, finalmente, l’esatto gene della Trinità.

Siamo a cavallo.
Anzi, no, siamo a scimmia.

Biologi, buon lavoro!

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7 risposte a Siamo a cavallo. Anzi, no, siamo a scimmia.

  1. utente anonimo scrive:

    Ovviamente la sequenza di nucleotidi è C-A-G-A-T-A…

    (lo so, è vecchia ma appropriata)

    AnDrEa

  2. roseau scrive:

    Anche questa quimi sembra una discreta cagata….

  3. roseau scrive:

    Anche questa quimi sembra una discreta cagata….

  4. roseau scrive:

    Anche questa quimi sembra una discreta cagata….

  5. roseau scrive:

    Ciao Lisa.

    Vorrei segnalarti questa amena notiziola….

  6. roseau scrive:

    Ciao Lisa.

    Vorrei segnalarti questa amena notiziola….

  7. roseau scrive:

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