Ronda di notte

L’ennesimo decreto-sicurezza è dunque approvato. Tra i suoi punti più controversi e mediatici, la questione delle ronde di vigilanti volontari.

Mentre a sinistra ci si preoccupa delle possibili derive autoritarie di tali iniziative, e a destra ci si prepara alla battaglia per spartirsele sotto le bandiere di partito, c’è un unico scottante segreto che non osa scoperchiare nessuno.

Un segreto dalla pacifica evidenza: le ronde sono una bufala.

Ebbene sì, destra e sinistra, rassegniamoci pure: le ronde non esistono, se esistono sono inconsistenti, se non sono inconsistenti sono inutili, e se avessero qualche improbabile utilità, questa durerebbe per lo spazio di un tramonto.

Non è ancora reperibile in rete – almeno, non lo era qualche ora fa  – il testo integrale del decreto, che sarebbe l’unico documento inoppugnabile in grado di dissipare le ambiguità. La fonte più diretta attualmente accessibile è un comunicato stampa ufficiale di Palazzo Chigi, che  ne offre uno sbrigativo riassunto, ben lungi dal chiarire i punti essenziali.

Una delle poche certezze è che queste decantate ronde non potranno andare in giro con le armi, e non avranno nessuno dei consueti poteri di polizia: non solo non saranno autorizzate a compiere arresti o fermi, ma non potranno neanche perquisire, chiedere l’esibizione di documenti, bloccare l’accesso a un luogo pubblico, o ordinare a qualcuno di sgomberare da dove si trova.

In pratica, possono solo guardare con aria minacciosa qualcuno che stia commettendo un’azione che a loro non piace, ed eventualmente dargli un po’ di fastidio per indurlo a smettere.

Certo, di primo acchito, moltissimi italiani sarebbero tentati di provare sollievo, di fronte all’eventualità che un drappello di custodi autorizzati della pubblica morale possa disperdere il multietnico gruppetto di emarginati folkloristici che staziona abitualmente nella piazza davanti a casa sua, scaldandosi il cuore a litri di vino, pianti di chitarre e chiacchiere disperate.

Però, diciamocelo, i casi sono due: l’azione che questo qualcuno sta commettendo, e che al rondaiolo non piace, o è un reato, oppure no.

Se non è un reato (come appunto il bighellonaggio ozioso con la bottiglia in mano, perdendo tempo e sminuendo il fascino estetico del paesaggio urbano, ma non dando fastidio a nessuno), la ronda non ha alcun diritto e alcun potere di interferire, altrimenti sarebbe la ronda stessa, a sua volta, a commettere un reato.

Se invece è un reato (come ad esempio dare fastidio a una donna, o tentare di forzare una serratura), allora qualsiasi privato cittadino che passa di lì potrebbe e dovrebbe intervenire. Per esempio, tentando di bloccarlo personalmente se c’è urgenza e se il fortunoso testimone se la sente; oppure chiamando le forze dell’ordine in tutti gli altri casi. Se quella stessa cosa può farla un passante qualsiasi, e la ronda non ha alcun potere di polizia in più rispetto al passante qualsiasi, allora la ronda non serve a niente. Non è così difficile da capire.

In entrambi i casi, quale sarebbe il valore aggiunto specifico della ronda, che costituirebbe una novità tale da meritare una citazione in un decreto?

Che cosa potranno fare queste ronde, se non passeggiare tronfie per il quartiere?

Ma passeggiare per il quartiere era già consentito prima.

Al massimo, non lo faranno più presentandosi come singoli individui, ma come membri di un’associazione di volontariato legalmente registrata.

Ma anche costituire associazioni libere tra privati cittadini, con fini sociali, culturali o di volontariato, e uscire di sera in gruppo con i compagni dell’associazione, era già consentito prima.

Al massimo estremo, questi faranno le loro passeggiate indossando una maglietta o un giubbotto riconoscibile, stampato per l’occasione con il fantasioso logo dell’associazione stessa .

Ma anche il passeggiare in gruppo indossando la maglietta della propria associazione, era già perfettamente legale da sempre.

Quindi, alla lunga, andrà più o meno così.

In quattro o cinque comuni italiani, per un mesetto, un gruppo di zelantissimi cultori della sicurezza si darà un gran da fare per organizzare in pompa magna il lancio ufficiale della ronda, con presentazione inaugurale, volantini, magliette, e discorso benedicente dell’assessore .

Poi, faranno le prime tre o quattro uscite, ampiamente pubblicizzate dal gazzettino locale.

Dopo quelle prime tre o quattro, magari nel pieno di un bell’inverno padano, si accorgeranno che si annoiano a morte a passeggiare a vuoto per il paese al buio e al freddo, senza nessuna emergenza da affrontare, mentre tutti gli altri se ne stanno a guardare la partita di calcio in televisione.

E concluderanno: "Ma chi ce lo fa fare?"

Così, le ronde svaniranno come se n’erano venute.

Tranne che dalla retorica e dalla propaganda.

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13 risposte a Ronda di notte

  1. fascino scrive:

    Una perfetta operazione di diversione, dopo che per anni le televisioni italiane, al servizio del capo del governo il quale e’ anche proprietario di buona parte di esse, hanno pompato ad arte la violenza privata specie se straniera, con forti tinte razziste e xenofobe, producendo una conscienza collettiva di angoscia e paura funzionale a tenere la pubblica opinione impegnata a pensare alla propria incolumita’ invece che guardare alle travi delle malefatte dello stesso capo del governo, alla politica completamente prona agli interessi dell’oligarchia finanziaria ed dell’industria decotta che governa l’Italia.

  2. roseau scrive:

    Ma infatti….a Parma, sempre in prima fila in queste iniziative demagogico-propagandistiche, finché si è trattato di mascherare da vigilantes col giubbino arancio 4 pensionati a fine maggio, si sono registrate adesioni. Così come quando si è trattato di sbafare pane e gosino in Oltretorrente a spese della Lega, in cambio di due o tre giri per il quartiere a fare “BUH” all’ extracomunitario di turno.

    Ora che sono legge (e fuffa) e c’è nebbia e un freddo barbino, adesioni zero.

    Falecius e io, riponendo scarsissima fiducia nell’ idea di uno Stato Sovrano e nei suoi apparati repressivi, non abbiamo da ridire sulle ronde, nel merito. Molto, moltissimo avremmo da ridire sul metodo. Consi che, come sosteneva il capo della polizia Manganelli, un territorio militarizzato, aumenta il senso di insicurezza del cittadino.

    Figuriamoci un territorio pattugliato da un manipolo di imbecilli a minchiadura, pronti a menar le mani contro extracomunitari, tossici, zingari…. :( (

  3. NonStoConOriana scrive:

    Qui a Firenze l’idea fu lanciata mesi or sono da Azzzzzione Gggggiovani. Ma gggiovani, eh! Roba che a confronto il Supergiovane di Elio e le Storie Tese è Matusalemme in persona.

    Risultato: qualcuno gli mandò perfino a dire che se si azzardavano rischiavano una denuncia per aver usurpato il mestiere a non so chi che si occupa di vigilanza privata.

    Dietro front, e insabbiamento dell’iniziativa.

    Senza contare il fatto che Firenze ha ancora alcune sacche di territorio in cui mostrarsi in giro con scritto Azzzione Gggiovani sul giubbino significa suscitare reazioni piuttosto scomposte.

  4. kelebek scrive:

    Per Fascino n. 1

    Io la vedrei diversamente.

    E’ vero che i teleberlusconi hanno parlato mattina e sera di scippi albanesi e stupri romeni.

    Ma esistono i telecomandi: se la gente ha preferito gli scippi di Rete 4 alle notizie non tanto diverse della Rai, ci deve essere un motivo più profondo.

    E infatti, vediamo che la “deriva securitaria” (parola, guarda caso, francese e non italiana) è un fenomeno di tutto l’Occidente.

    Bauman, che non è italiano e non vive in Italia e non usa l’Italia come esempio, ci ha scritto libri interi.

    Questo non vuol dire che non sia un problema, anzi… solo che la vittoria o la sconfitta di Berlusconi (che certamente su queste cose ci marcia) è quasi irrilevante in un contesto così enorme.

    Miguel Martinez

  5. kelebek scrive:

    Mi sembra un caso interessante di legge mediatica.

    Cioè, il governo italiano usa una legge per inserirvi un provvedimento che non ha alcun significato (se l’interpretazione di Paniscus è giusta, e mi sembra che lo sia), ma fa notizia.

    Dopo, saranno virtuali anche le singole ronde, per i motivi illustrati da Roseau e Iononstoconoriana.

    Saranno cioè iniziative di singoli Politici di Destra di Terz’Ordine – di cui l’Italia è piena – che faranno un comunicato stampa (sperando nel controcomunicato di qualche ambiente di sinistra) e si faranno fotografare a capo della loro piccola pattuglia, nella sua unica uscita.

    Può anche darsi che Forza Italia fosse contraria a questo Comunicato-Legge: probabilmente le ronde potranno organizzarle, anche se in condizioni limitatissime, solo i cugini poveri – la Lega e Alleanza Nazionale.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo scrive:

    Aggiungo solo, ad ulteriore precisazione di quanto già detto con molta precisione dalla padrona di casa, che in Italia qualsiasi privato cittadino ha facoltà di operare arresti in flagranza di reato.

    ziadada

  7. utente anonimo scrive:

    Un testo del DL in realtà l’ho trovato…

    http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=87533&idCat=75

    …non so se abbia subito modifiche in seguito.

    Per il resto, condivido in toto Roseau e il distinto consorte Falecio. Salvo tutti quei discorsi anarco-sovversivi sulla sfiducia nello stato, eh, ché tengo famiglia :-)

    Z.

    PS: Il privato può compiere arresti in flagranza solo nei casi in cui l’arresto è obbligatorio e solo per i reati per i quali si procede d’ufficio (art. 382 c.p.p.).

  8. utente anonimo scrive:

    Altra cosa.

    Che una legge abbia aspetti e finalità di natura mediatica non implica che non abbia, o non possa avere, conseguenze a dir poco sgradevoli.

    L’attribuzione di poteri straordinari al sindaco, deliberata la scorsa estate, era finalizzata da un lato a fornire ai comuni un introito in sanzioni amministrative a parziale risarcimento della scippata ICI, e in parte a soddisfare esigenze essenzialmente politico-mediatiche.

    Alcuni dei suoi frutti sono stati comici (un milanese multato per “bivacco” perché leggeva un libro in un parco pubblico, con puntuale perculeggiamento del Corsera). Altri sono stati tragici, come il brutale pestaggio di un ragazzo di colore finito tra le mani di un branco di vigili urbani, a cui non pareva vero di poter giocare a Rambo anziché essere costretti a prendersi raffiche di cancheri (in genere meritate) dagli automobilisti…

    Poi staremo a vedere, anche perché non c’è molto altro che si possa fare.

    Z.

  9. PinoMamet scrive:

    Per Roseau n.2

    Io non ho neppure mai sentito questa cosa dei pensionati con giubbino arancione (a meno che non siano gli stessi che fan passare i bambini sulle strisce pedonali) evidentemente non ha avuto grande seguito.

    Sulle “ronde” della Lega, ben prima che diventasse “legale” (cioè, era già legale prima, ha ragione Paniscus) mi pare, correggimi se sbaglio, abbiano fatto un paio di uscite dimostrative alla sera, in Oltretortente, una ventina di giovanotti (molti in realtà lombardi, questo lo so per certo);

    una delle quali controbilanciata da una ben più corposa e popolare manifestazione “multietnica”, alla quale presi parte.

    La spoporzione era tale che io questi leghisti neppure sono riuscito a vederli, solo una bella massa di persone civili italiane e non che protestava CONTRO loro e la loro “ronda”.

    Però la mia amica bresciana leghista, scesa per l’occasione sotto il Po (lo fanno sempre quando devono fare numero, oltretutto, mi dicono, la Lega locale è “infiltrata” da ragazzi di estrema destra dal look skinheaddoide che pare abbiano davvero poco a che fare con Bossi) mi disse tutta orgogliosa che “avevano vinto”.

    Boh!

    Ciao!!

  10. utente anonimo scrive:

    Pino,

    – Però la mia amica bresciana leghista, scesa per l’occasione sotto il Po (…) mi disse tutta orgogliosa che “avevano vinto”. –

    Massì, dalle ragione, lo sai come son fatte le donne :D

    Zeta lo Ziovinizta

  11. roseau scrive:

    Pino:

    si tratta appunto di pensionati delle forze dell’ ordine, che nel maggio scorso, muniti di giubbetto arancione, furono impegnati per la prima volta come volontari per la sicurezza Un quotidiano on line li ha riportati, oggi, in auge

    Eccoli qui, in una foto del maggio scorso, muniti di giubbetto catarinfrangente. L’ articolo però è di qualche giorno fa. :)

    Sulle ronde in Oltretorrente del marzo scorso, non posso che darti ragione: si sono concluse con una sbafata di pane e spalla cotta a spese della lega da parte degli aderenti, fischiati abbondantemente e contestati da una nutrita rappresentanza degli abitanti del quartiere.

  12. utente anonimo scrive:

    Ah ah, bellissimo questo pezzo !

  13. Pingback: Ronde virtuali e la Linea Maginot dei democratici | Kelebek Blog

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