L’inafferrabile Salinella

Capisco che quando una si vuole mettere, a una certa età e con due figli, a fare la studentessa ingenua, se le cerca.

Stavo tentando di capirci qualcosa in un testo di fondamenti di zoologia, ed ero appena arrivata al grande salto tra protozoi e animali pluricellulari, quando mi sono imbattuta in un vero e proprio gioiello. Estimatori di lungo corso di mostriciattoli assortiti, quali la mia omonima dell’Orologiaio Miope o questo suo arguto collega neoscoperto, sorrideranno al mio candore. Ma da qualche parte si deve pur cominciare.

Un tempo, i dotti fantasiosi che volevano stupire con effetti speciali, sbalordivano il lettore con seriose monografie sulla Manticora, sullo Yeti, o sul Serpe Regolo ("il serpe regolo", mi raccomando: in Toscana si dice "il serpe", non "la serpe" e nemmeno "il serpente"); poi, sono arrivate finezze artistiche come i Rinogradi o lo Squonk.

Ma in definitiva, chi voleva cimentarsi nella zoologia insolita sceglieva creature macroscopiche, invasive, disturbanti proprio a causa della loro potenziale evidenza fisica. Magari sfuggenti per definizione, di quelle che non si fanno vedere volentieri nella vita ordinaria, questo sì. Ma casomai dovesse capitare di incrociarlo davvero, un unicorno, un centauro o un grifone, uno mica se lo scorda più.

Provate a imbattervi in questa, invece, e dite onestamente se la riconoscereste in giro la volta successiva.

Già un intero phylum scomodato per una specie sola, è francamente inquietante. Il profano è abituato a pensare che il phylum (sui vecchi libri di scienze delle medie di qualche decennio fa si chiamavano "Tipi", solenni legioni maestose sul gradino immediatamente inferiore a quello dei Regni) debba essere una cosa seria, e soprattutto una cosa grossa: per dire, tutti i vertebrati, insieme, (anzi, tutti i cordati, che sono ancora di più) fanno un unico phylum; tutti gli artropodi, che vuol dire centinaia di migliaia di specie di insetti più i crostacei e pure di peggio, sono un phylum… e così via.

Dal timido libro delle medie al trattato accademico non c’è un vuoto da sgomento: per qualche via di mezzo casuale c’ero passata, non dico di no. Il compianto Stephen J. Gould e la sua fauna di Burgess, un minimo di idea in più di cosa fosse un phylum, me l’avevano data.

Ma questo soggetto qui, siamo seri…

Il phylum dei Monoblastozoa comprende una sola specie, Salinella salva. Questo animale fu scoperto nel 1892 in un deposito di materiale proveniente da una salina in Argentina. Dato che la Salinella non è mai più stata osservata dal giorno della sua identificazione, alcuni scienziati dubitano della sua esistenza. Secondo il ricercatore che scrisse l’unico rapporto pubblicato sulla Salinella, il corpo di questo animale consiste in un unico strato di cellule ed è privo di tessuti o di organi.

La Salinella sembra differire dagli altri animali perché manca di strati cellulari interni. In questo senso, sembra essere imparentata più da vicino alle creature unicellulari piuttosto che agli animali complessi. Se i ricercatori saranno in grado di trovare nuovi esemplari di Salinella e studiarli nel dettaglio, potranno determinare se questa specie rappresenta uno stadio intermedio tra gli esseri unicellulari e i veri e propri animali.

Il corpo della Salinella consisterebbe in circa un centinaio di cellule in un unico strato che circonda una cavità digestiva. La cavità sarebbe dotata di due aperture alle estremità, con funzioni di "bocca" e di "ano", e la superficie dell’animale sarebbe ricoperta, sia internamente che esternamente, di una fitta rete di ciglia.

La riproduzione asessuata avverrebbe per scissione trasversa del corpo, e si ipotizza anche la presenza di una riproduzione sessuale.

La vera natura di tale animale, compresa la sua reale esistenza, rimane oscura.

Questa bestia è geniale, giuro.

Ditemi che è un apocrifo e che l’ha inventato Julio Cortazar, l’ha inventato, vi prego.

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9 risposte a L’inafferrabile Salinella

  1. Ricciele scrive:

    non so se conosci il libro “I fluidi imponderabili” di Sebastiani dove è descritta la strana vicenda di un “verme” che poi si rivelò essere un clamoroso scherzo. Se ti interessa ti dico di più ma è più probabile che tu voglia comprare il libro per cui non ti rovino la sorpresa di leggere i dettagli di una mitica rissa tra naturalisti di qualche secolo fa. La vicenda, comunque, presenta qualche analogia con la storia di questo strano organismo di cui parli. (giusto qualche, non dico che è uguale).

  2. paniscus scrive:

    Ok, grazie, prima o poi lo leggerò!

    Intanto, dammi l’accesso al tuo blog… :) ))

    Lisa

  3. upuaut scrive:

    Ho trovato una sola immagine della bestiolina, in una pagina di wikipedia scritta… in russo. Quanto e’ grossa?

  4. upuaut scrive:

    Ho trovato una sola immagine della bestiolina, in una pagina di wikipedia scritta… in russo. Quanto e’ grossa?

  5. upuaut scrive:

    Ho trovato una sola immagine della bestiolina, in una pagina di wikipedia scritta… in russo. Quanto e’ grossa?

  6. upuaut scrive:

    Ho trovato una sola immagine della bestiolina, in una pagina di wikipedia scritta… in russo. Quanto e’ grossa?

  7. upuaut scrive:

    Ho trovato una sola immagine della bestiolina, in una pagina di wikipedia scritta… in russo. Quanto e’ grossa?

  8. upuaut scrive:

    Ho trovato una sola immagine della bestiolina, in una pagina di wikipedia scritta… in russo. Quanto e’ grossa?

  9. paniscus scrive:

    Le dimensioni non le so, il mio testo non lo dice. Presumo qualche decimo di millimetro, trattandosi di poche decine di cellule…

    ciao

    Lisa

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